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“Una risposta alla disoccupazione e alla dispersione". Così il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini ha commentato lo stanziamento di 45 milioni di euro per l'attivazione dei laboratori per l'innovazione e il lavoro previsti dalla riforma La buona scuola.

Favorire l'occupazione giovanile, in particolare dei Neet, cioè ragazzi non che non frequentano percorsi di studio né sono inseriti nel mondo del lavoro, e contrastare la dispersione scolastica.

Queste le finalità principali dell'intervento annunciato dal ministro, che si concretizzerà con un bando pubblico nei prossimi giorni per la selezione di circa 60 progetti.

I laboratori territoriali dovranno favorire il rapporto con il mondo del lavoro e la creazione di impresa ed essere attivati da reti composte da almeno tre scuole, con il coinvolgimento di almeno un ente locale e di un ente pubblico. Ai contributi del Ministero, fino a un massimo di 750mila euro per ciascuna struttura, potranno aggiungersi cofinanziamenti di enti pubblici, imprese, università, associazioni, fondazioni e camere di commercio.

L'apertura anche in orario extra-scolastico, non necessariamente in spazi interni alle scuole, e la collaborazione con gli attori del territorio saranno elementi premiali nella valutazione delle proposte. “Saranno luoghi dove i nostri ragazzi potranno scoprire i loro talenti e le loro vocazioni attraverso l'acquisizione di competenze trasversali, conoscenze pratiche e attraverso l'educazione all'autoimprenditorialità”, ha spiegato il ministro, sottolineando che la didattica dovrà guardare “ai settori strategici del Made in Italy e alla vocazione produttiva, sociale e culturale di ciascun territorio".

L'iniziativa, ha ricordato il ministro, è la prima di un piano di azioni più ampio per il potenziamento delle infrastrutture scolastiche, finanziato con risorse de La Buona Scuola, del Programma Operativo Nazionale Istruzione 2014-2020 e della ex legge 440, per un totale di circa 500 milioni di euro.