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Brevetti+2

55 domande presentate nella prima giornata di apertura dello sportello, il 6 ottobre scorso, e 37 istanze in fase di compilazione.

Questi i numeri del debutto di Brevetti +2, la nuova linea di azione del regime di aiuto progettato dal MISE per favorire la tutela della proprietà industriale e la capacità competitiva delle imprese e gestito da Invitalia.

La misura, a sportello, può contare su uno stanziamento da 30,5 milioni di euro, destinati dal 2011 a due linee di intervento:

  • la prima relativa alla concessione di premi fino a un massimo di 30mila euro (anche attraverso più richieste di contributo, entro il limite di cinque) per la brevettazione, cioè per incrementare le domande di brevetto nazionale o di estensione di brevetti nazionali all'estero;
  • la seconda per l'assegnazione di incentivi fino a 70mila euro a copertura di un massimo dell'80% delle spese sostenute per l'acquisto di servizi specialistici funzionali alla valorizzazione economica dei brevetti in termini di redditività e produttività, tramite l'applicazione all'interno del ciclo produttivo, o attraverso la loro collocazione sul mercato.

Destinatari del regime di aiuto sono microimprese e PMI localizzate nel territorio nazionale, anche di nuova costituzione, che abbiano avviato il percorso di brevettazione e/o che intendano implementare una strategia di valorizzazione brevettuale.

A queste linee di azione si è ora aggiunta Brevetti+2, che:

  • intende favorire la valorizzazione economica dei brevetti più recenti, cioè rilasciati dopo il 1° gennaio 2013;
  • è aperta anche agli spin off universitari/accademici costituiti da non più di 12 mesi al momento della presentazione della domanda, per cui sono previste agevolazioni anche per brevetti depositati a partire dal 1° gennaio 2012;
  • finanzia una gamma più ampia di servizi specialistici;
  • ammette contributi fino a 140mila euro, mantenendo l'intensità dell'80% per le PMI, ma raggiungendo il 100% per gli spin off universitari/accademici.

Le agevolazioni sono erogate in due tranche: nella prima, di valore non inferiore al 30% dell'incentivo, le fatture presentate per il rimborso possono essere anche non quietanzate; nella seconda, a titolo di saldo, devono invece essere quietanzate.

Smart e Smart Italia

La piena operatività della convenzione siglata con l'Associazione bancaria italiana (ABI) per rendere più rapida la concessione dei finanziamenti alle startup innovative è l'ultima novità relativa al regime di aiuto Smart&Start Italia.

Al centro della convenzione c'è la possibilità di ottenere l’erogazione del finanziamento sulla base di fatture non quietanzate. Senza bisogno di presentare una fidejussione rilasciata da un istituto di credito o da una compagnia assicurativa, come nel caso di chi richiede un anticipo, le startup innovative selezionate possono infatti aprire un Conto vincolato presso una delle banche aderenti all’iniziativa, versare la quota di loro competenza e presentare le fatture, anche non quietanzate, perchè sia direttamente la banca a pagare i fornitori, una volta ottenuto il via libera di Invitalia.

Operativo dal settembre 2013, inizialmente per le sole Regioni meridionali, ed esteso da febbraio 2015 all'intero territorio nazionale, Smart&Start Italia è il regime di aiuto che finanzia progetti:

  • caratterizzati da un significativo contenuto tecnologico e innovativo e/o
  • che mirino allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell'economia digitale e/o
  • finalizzati alla valorizzazione economica dei risultati del sistema della ricerca pubblica e privata.

A disposizione delle startup, e delle persone fisiche che si impegnano a costituire una società in caso di ammissione agli aiuti, ci sono finanziamenti a tasso zero che coprono fino al 70% delle spese ammissibili, elevabili all'80% in caso di impresa costituita esclusivamente da donne o da giovani o se al suo interno c’è almeno un dottore di ricerca italiano che sta lavorando all’estero e sceglie di rientrare in Italia.

Per le imprese del Mezzogiorno e per quelle localizzate nei Comuni abruzzesi colpiti dal sisma è prevista anche una quota di contributo a fondo perduto fino al 20% dell'investimento ammesso.

Dall'attivazione dello strumento, ha spiegato Stefano Immune di Invitalia, sono stati presentati circa 2200 progetti, di cui 604 finanziati, per un importo di 159 milioni di euro, a fronte di 169 milioni di investimenti previsti.

Delle iniziative ammesse, 471 riguardano il Mezzogiorno, con la Campania in testa (220), contro le 133 del Centro-Nord. Quanto agli ambiti di intervento, 401 progetti si riferiscono all'economia digitale, 118 alle nuove tecnologie sperimentali, come le biotecnologie e i materiali innovativi, e 85 riguardano imprese nate da attività di valorizzazione della ricerca, quindi spin off aziendali o universitari.