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Si chiama Leonardo Falanga, ha 18 anni ed è di Nocera Inferiore. È  un appassionato di robotica ed intelligenza artificiale. Si definisce un “maker”, che per lui significa “far brillare gli occhi alle persone attraverso l'innovazione ed il digitale”.
 Leonardo, quando aveva appena 6 anni, ha inventato il primo braccio robotico, mentre a 16 anni ha sviluppato “Never Alone” una app per smartphone in grado di geolocalizzare le donne vitime di violenza familiare permettendo l’intervento delle forze dell’ordine.

“Il mondo della robotica e dell’ingegneria effettivamente non è così aperto ai ragazzi della nostra età, ma io mi ci trovo bene – spiega Leonardo a “Redattore Sociale” –. So già che da grande sarò un ingegnere elettronico, un imprenditore della Silicon Valley. Creerò una start up nel mondo tecnologico e darò vita a un prodotto”.

Leonardo, sebbene sia giovanissimo, ha girato il mondo ed è stato selezionato, insieme alla sua fidanzata, dal Massachusetts Institute of Technology per un summer camp per imparare a creare una start up. Sempre insieme a lei, a 17 anni, ha costruito via Skype, perché la ragazza abita ad Alessandria, a 800 chilometri di distanza, un robot che è stato presentato alla Rome Cup per la categoria “Robot explorer senior”, una competizione tra robot che dovevano dimostrare di rilevare ed evitare degli ostacoli di gas, luce e suono.

Leonardo non si da mai per vinto.  “È nella crisi che sorgono l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie”, dice.
La mia forza è la passione – racconta –. Il mio motto è “prova, sbaglia, ricomincia!” e a differenza di molti miei coetanei  che, di fronte agli ostacoli, si arrendono, io no. Voglio dire a tutti che, quando si ha una passione, non serve avere tanti soldi. Quello su cui mi concentro, piuttosto, sono le relazioni, perché creano innovazione. Lo scambio proficuo di idee e contatti, sono quelli i miei strumenti”.