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Pubblicato dall'Istat e dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dall’Inps e dall’Inail, la terza nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell'occupazione relativa al primo trimestre 2017.
Prosegue la tendenza all’aumento dell’occupazione. Ma se la crescita è ancora interamente determinata dalla componente del lavoro dipendente, che segna un +2% nell'industria e nei servizi, cala dello 0,3% quello indipendente. E sotto il profilo dei contratti per il quarto trimestre di seguito, a livello tendenziale, continua a crescere il lavoro a tempo determinato.
 Il lavoro a tempo determinato, dunque, continua ad aumentare "a ritmi crescenti" (rispettivamente +43 mila, +64 mila, +139 mila, +231 mila) dal secondo trimestre 2016. E sono i servizi il settore che traina l'aumento maggiore di occupazione (salso assunzioni-occupazione +116 mila ) contro la crescita , seppure ridotta dell'industria (+ 8mila).
Dopo due trimestri di calo, inoltre, torna a crescere anche il numero di occupati di 15-34 anni in termini sia tendenziali sia congiunturali. Significativo l’impatto dell’invecchiamento della popolazione sul mercato del lavoro che contribuisce a spiegare la crescita del numero degli occupati ultracinquantenni e indotta anche dall’allungamento dell’età pensionabile.
Secondo i dati Inps, i voucher d’importo nominale di 10 euro venduti nel primo trimestre 2017 sono stati 28,5 milioni con una riduzione del 2,1% rispetto ai 29,1 milioni del primo trimestre 2016. Si tenga conto che ciò è determinato soprattutto dal fatto che dal 18 marzo 2017 i voucher non sono stati più posti in vendita a seguito dell’entrata in vigore del DL n. 25 del 17 marzo 2017 che ne ha disposto l’abrogazione.

Il numero dei lavoratori a chiamata o intermittenti, dopo 4 anni di progressiva riduzione tendenziale, interrotta solo dal leggero rimbalzo del quarto trimestre 2016 (+2,5%), nel primo trimestre 2017 subisce un notevole incremento (+13,1%), anche a seguito di fenomeni di sostituzione rispetto ai voucher.

Il numero dei lavoratori coinvolti nel lavoro somministrato continua a crescere: nel primo trimestre del 2017 la variazione tendenziale raggiunge il valore massimo (+22,4%) degli ultimi 4 anni a fronte di una stabilità di intensità lavorativa (21 giornate retribuite nel mese).

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