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Si è svolta, al Palazzo del Quirinale, la cerimonia di consegna delle onorificenze dell'Ordine "Al Merito del Lavoro" ai Cavalieri nominati il 2 giugno 2017. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo lungo intervento, ha invitato le imprese ad avere coraggio e fiducia nei giovani. Un discorso che quindi, sentiamo particolarmente vicino alla nostra idea di futuro.

Di seguito, alcuni passaggi:
Premiare le eccellenze vuol dire soprattutto guardare al futuro, a talenti che hanno aperto nuove strade, continuano a percorrerle e offrono maggiori opportunità all'intera comunità nazionale. Abbiamo grande bisogno di pensare al domani. I mutamenti procedono a ritmo sempre più veloce e le innovazioni vanno promosse e guidate, con processi basati sulla capacità di visione.
I giovani devono poter contribuire con la loro libertà e con il loro talento. Non dobbiamo mai smettere di chiederci cosa possiamo fare di più per aprire le porte ai giovani e sottrarli al rischio di marginalità.
Questo periodo registra una ripresa economica dai ritmi più sostenuti. In Italia e in Europa. Dobbiamo partire da qui. E' un risultato a cui miravamo, ma non possiamo sentirci appagati. Gli indicatori segnalano una crescita delle opportunità: dobbiamo fare in modo di non farcele sfuggire.
Sono migliorati i livelli occupazionali. La ripresa, tuttavia, non ha ancora ben inciso sugli squilibri creati dalla crisi, che vanno affrontati e colmati. Sono i nostri giovani ad avere pagato in misura maggiore il prezzo della crisi. Allo storico - e sempre più intollerabile - deficit di occupazione femminile, si sovrappone una grave difficoltà all'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Non riuscire a valorizzare adeguatamente il nostro capitale umano provoca grave svantaggio per tutto il Paese.
La mobilità nello studio, nella ricerca, nel lavoro è utile ai giovani e alla società. Ma quando l'esodo dall'Italia è determinato da una costrizione, e quando il rientro è reso problematico, se non addirittura impossibile, allora si registra un danno molto pesante cui è necessario porre rimedio.
Creare lavoro è una priorità a tutti i livelli di governo. Occorre continuamente rafforzarne i presupposti e le condizioni normative, fiscali, sociali.
È necessario il coraggio degli imprenditori, la loro capacità di stare sul mercato, di sostenerne la competizione, di migliorare la propria posizione. Non dobbiamo aver paura di innovare, di misurarci con nuove sfide, di entrare in nuovi mercati, di creare nuove connessioni per mettere in rete la qualità e il talento italiani: per farlo al meglio è necessario progettare, guidare il cambiamento. Occorre scommettere sulla ricerca, favorire gli investimenti, indirizzare il lavoro nei settori di tecnologia più avanzata, con le ricadute più significative sulle filiere del nostro sistema.
Il potenziamento delle conoscenze, delle competenze, della formazione rappresenta una priorità fortemente connessa al lavoro. La scuola e la ricerca restituiscono sempre, con ampi interessi, ogni investimento compiuto. Avremo bisogno nei prossimi anni di competenze e di professionalità, alcune delle quali ancora neppure interamente definite: dobbiamo farci trovare pronti, e, nel frattempo, formare i giovani affinché acquisiscano quelle condizioni qualificate di cui vi è bisogno, soprattutto in ambito scientifico.
L'Italia ha le risorse per essere artefice del proprio futuro. Ma questa partita va giocata insieme, con il concorso di tutte le componenti della società. E le imprese sono attori importanti, determinanti, per il risultato della compagnia Italia.
Buon lavoro a tutti voi”.