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Opera sul territorio di Taranto da oltre trent’anni, diventando un punto di riferimento per famiglie e bambini. È Arciragazzi, un'associazione nazionale di promozione sociale, nata nel 1984, impegnata nella gestione di servizi per l'infanzia. Si avvale del contributo di numerosi volontari il cui impegno è mirato ad azioni dal forte valore educativo, oltre che formativo.  
«La finalità principale dell'associazione – spiega la presidente di Arciragazzi Maria Franca Mastronardi - è la promozione della carte dei diritti dell'infanzia e adolescenza, offrendo attività ludico-educative per il tempo libero».
Ma non solo, perché da circa 10 anni «l'associazione si occupa della prima infanzia (sezioni primavera-asili nido e centri prima infanzia)».
Inoltre Arciragazzi, che è stata la prima a dar vita alle ludoteche per tutti i bambini della città, si è distinta anche per un progetto estremamente delicato, riguardo interventi ludico educativi a favore dei bambini ospedalizzati.
Oggi l'associazione offre diversi servizi: doposcuola, centri estivi, pre-post scuola, sezioni primavera.
«Il rapporto con i cittadini è sempre stato positivo. – fa sapere Maria Franca - Abbiamo seguito circa 5.000 bambini, rispondendo così ai bisogni delle famiglie».
Grande rilievo, a tal scopo, sono le manifestazioni di piazza, come la marcia dei diritti, «che diventano un momento politico "educativo" per la città, per sensibilizzare l'opinione pubblica, attraverso uno strumento fondamentale: il gioco».
Arciragazzi nel corso degli anni ha dunque costruito «un’ottima relazione con le scuole e le diverse istituzioni», conferma la presidente.
Forte di questa collaborazione, l’associazione vorrebbe continuare ad operare sul territorio e «salvare una professionalità costruita nel tempo. – spiega - Il nostro gruppo di lavoro, si compone infatti di diverse figure professionali, educatori, psicologi, assistenti sociali, animatori e mediatori».  
 Sicuramente «in un momento difficile economico e sociale in cui vive la città di Taranto, -aggiunge Maria Franca Mastronardi - non è facile pensare e progettare per il futuro, ma vorremmo conservare la nostra identità, la nostra storia, attraverso una nuova progettualità, un nuovo agire educativo».