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Negli ultimi cinque anni in Puglia le imprese giovanili che hanno investito in green economy sono più di 22 mila e tra le prime venti provincie a maggior numero spicca Bari con 11mila. Questo secondo il rapporto GreenItaly 2017 di Legambiente che ha fatto il punto sul progetto Go Green Apulia Go-GGAG, promosso dall’associazione ambientalista, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale. Il progetto è durato due anni, con il coinvolgimento di giovani tra i 19 e i 35 anni e sulle opportunità occupazionali offerte dai green jobs, le nuove imprenditorialità in campo ambientale.
La Puglia dei Green Jobs racconta un progetto corale, caratterizzato da attività varie. In primis uno scambio di pratiche innovative tra giovani, imprese e istituzioni ha favorito l’emergere di idee e messo in luce le potenzialità di un settore – la green ecomomy – oggi in forte espansione. Basti pensare che dal 2011 al 2016, 354.580 imprese in Italia hanno investito risorse in prodotti e tecnologie green, pari al 27,1% dell’imprenditoria extra-agricola, più di una su quattro.
I green jobs sono una leva per lo sviluppo e per il cambiamento come testimoniano le numerose realtà virtuose presenti anche in Puglia, messe in rete grazie a una costante ricerca e illustrate in La Puglia dei Green Jobs. Sono imprese, start up e cooperative che investono su ricerca, sostenibilità e bellezza, tra cui numerose applicano il modello circolare basato sul principio delle 3 R: riduco, riuso, riciclo, con innovazioni di prodotto e di processo.
I dati della sono stati presentati alla presenza del presidente del Consiglio regionale della Puglia, Mario Loizzo, il presidente di Legambiente Puglia, Francesco Tarantini, il vicepresidente della giunta regionale, Antonio Nunziante, e l’assessore regionale al Lavoro, Sebastiano Leo.
«Con GGAG – Go Green Apulia, GO! – spiega il presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini -abbiamo raccontato la Puglia della green society, disponibile a muoversi, produrre, spostarsi, consumare in maniera più equa, sostenibile e giusta. È la Puglia di chi fa impresa puntando su ricerca, innovazione, qualità e bellezza e percepisce la tutela dell’ambiente non come un limite, ma come un valore e un’opportunità di sviluppo. Proponiamo l’istituzione di un Osservatorio regionale permanente sulla green economy, che coinvolga la Regione Puglia, Confindustria, Unioncamere e le Università, necessario per continuare a monitorare, mettere in rete e promuovere le imprese green».
Tra le attività che il progetto ha messo in campo in Puglia è stata ricordata la campagna itinerante Tutti su per la Terra, cui hanno partecipato 200 giovani, 15 organizzazioni profit e non profit, 11 enti territoriali. Workshop e tavole rotonde hanno animato Gallipoli (Le), Manduria (Ta), Cisternino (Br), Cassano delle Murge (Ba), Trani (Bt) e Manfredonia (Fg), favorendo uno confronto attivo tra giovani, istituzioni e imprese green pugliesi, che hanno aderito all’iniziativa illustrando la propria realtà aziendale e le potenzialità delle professioni verdi.
L’intera Regione Puglia segue con attenzione lo sviluppo di questo settore produttivo, fertile per la nascita di nuove professioni. Sono strategici i comparti del manifatturiero, dell’industria agroalimentare, del riciclo, delle energie rinnovabili, dei servizi, della mobilità sostenibile, dell’edilizia e della ricerca e sviluppo, con un impatto che varia da regione a regione. Meccatronici, idrogeologi, ingegneri e architetti per l’ambiente, esperti di progettazione agricolo-forestale, progettisti dell’edilizia sostenibile e tecnici della qualità bio sono nell’elenco dei 125 green jobs più qualificati, che richiedono oggi competenze specifiche e trasversali.