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La primavera porta con sé il ritrovato piacere delle passeggiate all’aria aperta, ci regala giornate luminose, pomeriggi che sembrano infiniti, profumi e sapori che sanno già d’estate e una possibilità in più per fare qualcosa per gli altri. Come? Attraverso la dichiarazione dei redditi e quello strumento fiscale utilissimo chiamato cinque per mille.

Spesso non ci rendiamo conto del senso che ha un gesto semplice eppure importantissimo come quello che facciamo compilando il modello 730 o la Certificazione Unica. Sia perché la dichiarazione dei redditi è un dovere, anche verso noi stessi, sia per quello che rappresenta per tante organizzazioni impegnate nel sociale. Senza considerare che attraverso questo adempimento, si possono detrarre spese importanti come quelle farmaceutiche o quelle relative all’istruzione di un figlio, e si può accedere a sgravi fiscali, più o meno consistenti.

Una dichiarazione dei redditi, però, non è completa senza la scelta della destinazione del 5x1000. Scrivere, nell’apposito spazio del modulo, il codice fiscale di un’associazione no profit, richiede solo qualche secondo. Attimi che possono essere fondamentali per chi ha bisogno della nostra solidarietàIl cinque per mille, strumento che è stato introdotto nel 2006, è semplicemente una quota dell’imposta che tutti conosciamo con l’acronimo di Irpef cui lo Stato italiano rinuncia, decidendo di ripartirla tra gli enti che svolgono attività di rilievo sociale.

Il contributo è offerto spontaneamente dal cittadino, attraverso la dichiarazione dei redditi e non comporta carichi fiscali aggiuntivi per il contribuente. Tutti noi siamo comunque obbligati, contestualmente alla dichiarazione dei redditi, a pagare l’Irpef. Attraverso il cinque per mille, segni freddi e matematici come due cifre legate da una x diventano un gesto di sostegno, espressione dell’attenzione che rivolgiamo a chi si occupa dei bisogni della società.

Possiamo decidere di destinare il nostro 5x1000 ad un’associazione impegnata nella ricerca scientifica, o ad enti che offrono assistenza nei reparti ospedalieri, persone cui sta a cuore la valorizzazione del nostro patrimonio artistico e culturale. Ci sono organizzazioni senza scopo di lucro che seguono le famiglie che decidono di intraprendere la strada dell’adozione o dell’affido, oppure associazioni i cui operatori si spendono per i rifugiati, profughi, figli delle vittime delle guerre tristemente “sparse per il mondo”. C’è chi si dedica agli animali, chi ai bambini soli o alle persone con difficoltà psichiche; chi invece lavora in ambito formativo. Insomma l’elenco è lungo. A noi non resta che scegliere, tra le tante possibilità, a chi destinare il 5x1000.