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I vagoni letto? In Svezia hanno deciso di rilanciarli, anche per aiutare l’ambiente. Come giustamente recitavano alcuni slogan durante l’ultima grande manifestazione studentesca, nata sulla scia delle rivendicazioni di Greta Thunberg (la temeraria ragazzina svedese che si batte per l’ambiente), non abbiamo un pianeta B. Abbiamo invece la possibilità di approntare piani B, disegnare strade alternative a quelle che percorriamo abitualmente.

Ecco, la chiave di volta è proprio nella parola “abitudini”. Cambiare le abitudini per salvare il pianeta. I partiti politici di ogni nazione ci stanno provando, ad inserire nei propri programmi interventi orientati a migliorare gli stili di vita, a sollecitare i capitani di impresa a pensare green. Ma le misure politiche, seppure fondamentali, non bastano. Occorre partire dalle scuole, dall’educazione delle famiglie al rispetto del patrimonio più importante che abbiamo: il luogo in cui viviamo.

Scegliere gli alimenti in maniera consapevole, non sprecare l’acqua, riciclare gli oggetti, differenziare i rifiuti, non disperdere la plastica, indossare fibre naturali, riducendo, nel nostro armadio, il numero di capi sintetici, sono solo alcuni dei gesti che possono aiutarci a salvaguardare il futuro del nostro ecosistema. Abbiamo ancora tanta strada da fare, metaforicamente parlando. Se ci riferiamo agli spostamenti veri e propri, quelli fisici, la scelta del mezzo di trasporto può rendere più o meno virtuosi i comportamenti, individuali e collettivi.

In Svezia, per esempio, come informa il Touring Club, hanno deciso di ripristinare i convogli con i vagoni notturni. Mezzi che abbiamo quasi del tutto abbandonato, in favore dei più comodi viaggi aerei e sui treni ad alta velocità. Non si tratta di tornare indietro, semplicemente di avere a disposizione più alternative possibili. L’impatto ambientale di certi treni è 10 volte più basso di quello di un aereo.

Le tratte svedesi interessate dal ripristino dei vagoni letto (naturalmente nuovi di zecca) sono quelle internazionali tra Stoccolma e Narvik, in Norvegia, e i servizi interni tra Stoccolma e Goteborg. Ma gli scandinavi non sono soli in questa operazione. Giusto per citare un altro esempio: entro maggio ripartirà il collegamento ferroviario notturno tra Londra ed Edimburgo. E nella penisola scandinava, il nuovo tunnel sotto il Fehmarnbelt, sarà messo in cantiere nel 2020.

Le notizie dall’Italia parlano di un paese discontinuo, di realtà differenti tra loro. Cresce il numero delle persone che scelgono mezzi green, come la bicicletta, i treni urbani e i bus elettrici, per spostarsi. Ma la maggior parte delle città, sottolinea il Sole 24 Ore, è fortemente in ritardo, sul fronte mobilità. Gli unici centri che si distinguono, per uso di mezzi pubblici green sono Milano e Napoli, dove oltre il 50% degli spostamenti avviene nel rispetto dell’ambiente. E il resto del Bel Paese, quando ha intenzione di muoversi?