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LWBProject, società nata dalla passione e dall’impegno di un gruppo di giovani amici, taglia il traguardo dei suoi primi sette anni di attività. Un arco di tempo sufficientemente ampio, sia per confermare competenze che erano già mature in fase di avvio, sia per sviluppare nuovi talenti. Non solo quelli che muovono il lavoro di ogni socio, partner e collaboratore LWB, ma anche e soprattutto le multivocazioni di chiunque (privati, enti o istituzioni), continui a rispondere all’appello di quel Live with Bravery, che dà linfa e identità a questa sfida. Ogni giorno vinta e rinnovata. 

Valorizzare dunque le risorse del territorio, con le sue criticità eppure le sue immense potenzialità, e allargare l’orizzonte, attingendo ad altre esperienze, oltre i confini pugliesi, integrandole e integrandosi in altre realtà è stata e continua ad essere la missione della società.

Con un bel lavoro di squadra, mirato a far crescere le idee di chi, questo territorio, ha voglia di migliorarlo. Concetti ben espressi nelle parole che seguono, riflessioni che Federica Gruosso, amministratore unico della società, esprime su LWB. 

LWBProject è una giovane realtà, tuttavia i suoi punti di forza hanno già avuto modo di manifestarsi. Uno sguardo indietro, non tanto per fare bilanci, quanto per immaginare il futuro, cosa restituisce circa le potenzialità del vostro team? 

Se dovessi immaginare una linea del tempo che traccia il percorso di questi sette anni, dovrei sicuramente partire dalla consapevolezza che LWBProject rappresenta il progetto più bello a cui abbia mai lavorato, quindi la tappa più importante segnata su quella linea. In questo viaggio abbiamo provato ad evidenziare i bisogni del territorio e delle persone che lo abitano, disegnando strade che potessero portare alla soddisfazione di quegli stessi bisogni. Immaginando e sviluppando connessioni tra realtà, enti pubblici e associazioni no profit.

Avvicinando spesso mondi che fino a quel momento non avevano mai dialogato tra loro. Soprattutto abbiamo provato a connettere le persone, non solo virtualmente, ma attivando quel capitale umano indispensabile per lo sviluppo della società. Estraendo valore anche dalle situazioni apparentemente meno fertili. 

Quali sono state le difficoltà maggiori nell’orientare il vostro impegno in questa direzione?

Non è stato un percorso facile, negli anni. Ma è stato semplice innamorarsene, giorno dopo giorno. La bellezza di questo lavoro è nelle contaminazioni che si vivono, sfida dopo sfida, nella possibilità di essere artigiani delle idee, con lo sguardo rivolto ad un futuro che è già qui, intorno a noi.

Qual è quindi la sfida più grande che vi accompagna quotidianamente?

L’impresa più grande è probabilmente scommettere sul futuro, cogliere la sfida di una società e di un mercato che corrono sempre più velocemente, reclamando flessibilità, qualità e resilienza.

Se dovessi individuare un tratto distintivo nel lavoro che LWB porta avanti, quale sarebbe?

Senza dubbio la resilienza, una delle caratteristiche fondamentali di LWB, che trova nelle parole dell’acronimo che le dà il nome Learn Work Be, i pilastri su cui si fonda. Il Sapere, Il Saper Fare e il Saper Essere hanno fatto della nostra società una comunità resiliente, in grado di adattarsi ai cambiamenti e superare le difficoltà incontrate di volta in volta. Non siamo una realtà rigida, cristallizzata, piuttosto una forma in continua evoluzione, con dentro una sostanza che è il cuore della nostra professionalità. Ciascuno di noi è sempre in moto, in una sorta di autorinnovamento senza sosta. Non siamo più quelli di sette anni fa, ma il nostro tratto distintivo è ancora riconoscibilissimo. E’ proprio l’apprendimento ad innescare il processo di trasformazione, ogni volta che si presenta un evento stressante. Per noi è un’occasione per riprogettare in modo positivo noi stessi e il nostro lavoro, imparando a gestire i cambiamenti. LWBProject ha la fortuna di avere un team di professionisti che si dedicano ai singoli progetti, in base alle specifiche competenze. Ed è proprio grazie al contributo di ciascuno che si cresce e si cercano sempre nuove sfide. 

Vi occupate di tecnologia, ma anche di sociale, di comunicazione, e in qualche modo anche di turismo. Come fate ad armonizzare il tutto?

Ci piace definire la nostra società come un’agenzia di sviluppo che si occupa, a più livelli, di innovazione, che sia questa digitale, sociale, di processo o di prodotto. Crediamo che le strategie di sviluppo debbano avere ricadute positive su più componenti del sistema territoriale, nelle sue dimensioni: sociale, ambientale ed economica. Per questo è necessario elaborare strategie multi-obiettivo, capaci di dare risposta alla complessità, individuando e mettendo in sinergia tutte le potenziali risorse. A partire dal team e dalla creatività, per arrivare alla flessibilità e alla modularità, che contraddistinguono il nostro lavoro.

Ci sono partner ai quali siete particolarmente grati, per il sostegno che vi hanno offerto? Rispetto alle idee che aiutate a crescere, c’è qualcuno (singoli, comunità, istituzioni) o anche solo un ambito d’azione sul territorio, che deve parecchio del suo successo al vostro lavoro? 

In questi anni abbiamo avuto la fortuna di collaborare con tante diverse realtà, con la maggior parte delle quali è scattata un’alchimia che ha innescato processi di contaminazione e crescita reciproca. Non è sempre facile e scontato, soprattutto in un territorio come quello di Taranto. Ma noi vogliamo raccontare un’altra storia: la possibilità che un’alternativa esista. Perché esiste un’altra Storia. Quella che inizieremo a scrivere da domani. Anzi, che abbiamo già iniziato a scrivere oggi.