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Le vittime di bullismo sono in aumento, stando agli ultimi dati statistici. Gli episodi di aggressione verbale e fisica, il cyberbullismo, possono avere (come le cronache riportano), conseguenze drammatiche per chi è oggetto di maltrattamenti. Il fenomeno inoltre trova nei social un terreno fertile nel quale sviluppare ed esprimere tutto il proprio potenziale distruttivo.

Eppure, dalla tecnologia arriva uno strumento che potrà essere utile alle persone vittime di bullismo. Nasce “Acchiappa bulli”, l’app in grado di rilevare e segnalare manifestazioni di violenza commessa per strada, a scuola e in tutti i luoghi chiusi. A mettere a punto l’applicazione, la squadra di Gian Luca Marcialis, docente dell’Università di Cagliari. Prezioso il contributo offerto dagli Atenei di Bari, Foggia, e Napoli “Federico II”.

Bully Buster è il nome originale del progetto, finanziato anche dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con un milione di euro. La Polizia Postale ha inoltre avuto un ruolo importante, nella realizzazione di questo strumento.

Grazie all’intelligenza artificiale, i dispositivi sui quali è possibile scaricare l’app riescono persino a mettersi in contatto con la Polizia e con i Carabinieri. Bully Buster dispone di una mappa on line, che l’utente può usare con dei semplici clic, segnalando i punti in cui sta avvenendo, nel momento in cui è in corso, un episodio di aggressione verbale o di violenza fisica. La Polizia Postale, dal canto suo, ha messo a disposizione degli sviluppatori dell’Acchiappa Bulli, i mezzi necessari e l’esperienza maturata sul fenomeno, nel corso degli anni.

Il cyberbullismo è una pratica piuttosto comune, un fenomeno dalle proporzioni spaventose, sulle cui ragioni dovrebbero interrogarsi le agenzie educative, la società tutta. L’app ideata dal team di Marcialis è stata progettata con un’ulteriore finalità: individuare le caratteristiche comuni ai bulli, per meglio comprendere le problematiche personali e sociali alla base di certi comportamenti. La raccolta e l’analisi dei dati saranno utili nella stesura, in un secondo momento, di piani di intervento. Bully Buster riesce ad individuare anche scambi verbali e scritti (sui social e sulle piattaforme che offrono servizi di messaggeria istantanea), potenzialmente pericolosi o comunque lesivi della dignità personale, come minacce, ingiurie e prepotenze.

Il progetto nasce sulla spinta delle richieste avanzate dalle famiglie, dalle scuole, dalle istituzioni, in sede di confronto sul tema. Tenendo cioè in conto diversi fattori: in che modo il fenomeno si manifesti, in quali contesti (i più diversi) e quali siano le reazioni più frequentemente registrate da parte dei ragazzi colpiti e, infine, i vissuti familiari e sociali dei giovani che si rendono autori di azioni aggressive. Gli esperti che lavorano alla realizzazione dell’applicazione sono specializzati in ambito tecnologico, conoscono a fondo l’intelligenza artificiale, ma hanno anche competenze giuridiche e psicologiche.