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Il 2020 sarà un anno ricco di novità, per quel che riguarda la tecnologia, forse più degli anni precedenti. La vetrina del Consumer Electronic Show (CES) di Las Vegas, evento di settore che si tiene in questi giorni, offre un piccolo assaggio di quel che sarà. Il CES attrae ogni anno curiosi, appassionati e businessman da ogni parte del mondo; nell’edizione in corso i riflettori sono puntati sulla tecnologia 5G, sui display 8K e, più in generale, sulle innovazioni che investono i viaggi e il turismo. Alcuni dei prodotti in mostra destano anche qualche perplessità, non tutto appare utile e necessario. Giancarlo Calzetta del Sole 24 Ore ne individua alcuni, concentrandosi sulla loro utilità e sulla stravaganza. 

Di sicuro interesse sono oggetti come il bracciale DNANudge. Dietro questo nome si nasconde un analizzatore di DNA (al momento dell’acquisto ci si sottopone ad un tampone salivare) i cui dati vengono inviati ad un’app. Quando il bracciale è al polso è in grado, proprio grazie all’applicazione, di consigliare a chi lo indossa, i prodotti alimentari da acquistare, in base alle esigenze rilevate con l’analisi dei geni. 

Bisogna augurarsi che i “gusti del DNA” non entrino in conflitto con quelli del palato. Scherzi a parte, il dispositivo può risultare molto appropriato, soprattutto a chi deve evitare certi cibi, per intolleranze alimentari o altre ragioni. 

L’intelligenza artificiale fa il suo ingresso persino nella camera da letto, con il cuscino (anch’esso presente al CES 2020) Motion Pillow. Nella versione aggiornata, ne esisteva già una, il cuscino è in grado di neutralizzare tutti i fastidiosi rumori prodotti da chi russa, semplicemente muovendo la sua testa. Attraverso una serie di sensori interni, l’oggetto riesce ad individuare le posizioni che creano disagio e a prevenirle. Il Motion Pillow farà un po’ sorridere ma, in ogni caso, promette sonni tranquilli. 

E tra auto volanti, specchietti retrovisori che “tengono d’occhio” l’appartamento quando nessuno è in casa e tappeti da bagno che fanno da bilancia, uno degli oggetti che ci si augura possa arrivare, un giorno non troppo lontano, nelle case di tutti, è il mini-defibrillatore. Si chiama Heart Hero ed è capace di salvare vite umane. 

Quelle che arrivano da Las Vegas non sono le uniche novità che promettono piccole e grandi rivoluzioni quotidiane. Anche i social si aggiornano. Instagram, che ha visto crescere rapidamente il numero degli iscritti, ha adottato un’automazione che segnala le fake news, cioè i post che i verificatori hanno già individuato come falsi. Le bufale dichiarate tali su Instagram, lo saranno anche su Facebook. Attenzione quindi: ci si potrà trovare di fronte ad un post reso inaccessibile dalla casa madre; in questo caso il contenuto sarà etichettato graficamente come falso. 

Ma la piattaforma infografica si è spinta più in là: d’ora in poi sarà in grado di segnalare all’utente che sta componendo un messaggio, se le parole scelte per quel contenuto siano adatte o meno alla diffusione. Un algoritmo cioè dovrebbe fare in modo che non vegano liberati nel web messaggi d’odio. Ad ogni modo, l’utente resterà libero di pubblicare il post, nonostante l’avviso di “non adeguatezza”.

Secondo i gestori della piattaforma, questi sistemi avranno comunque effetti per così dire dissuasivi, se non educativi. Bisognerà aspettare qualche mese (tanto ci vorrà perché l’automazione diventi operativa in tutto il mondo), per poter verificare i risultati. Ben vengano questi accorgimenti da parte di chi amministra i social; ma forse chi aveva fantasticato sul futuro, 40 anni fa e oltre, aveva immaginato esseri umani più evoluti, che non avrebbero certo avuto bisogno di un algoritmo per imparare a rispettare gli altri.