Visto 399 volte

Imparare a valorizzare le tante risorse disponibili, lavorando con l’obiettivo della diversificazione produttiva. È in sintesi il messaggio lanciato nel corso di un evento articolato in due giorni (il 9 e 10 gennaio scorsi), organizzato al Teatro Fusco dall’Amministrazione comunale di Taranto. 


Un confronto, o meglio un incontro con il partenariato pubblico e privato, sul piano strategico chiamato “Ecosistema Taranto”: un nuovo modello di governance della città, che passa per il recupero del senso di comunità, come lo stesso sindaco Rinaldo Melucci ha tenuto a sottolineare. Molti giovani tarantini sono già al lavoro, per cogliere le opportunità (a volte nascoste) che la città offre, al di là dell’industria dell’acciaio. 


“È importante che Taranto sia rimessa in moto, attraverso una strategia del cambiamento che sia coerente con gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu – ha dichiarato il primo cittadino”.


Come abbiamo più volte ricordato sulle pagine del nostro magazine, le Nazioni Unite hanno approvato, nel 2015, l’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile e i relativi 17 Obiettivi (Sustainable Development Goals – SDGs nell’acronimo inglese). L’attuale modello di sviluppo va superato entro il 2030, perché fallimentare sotto tutti gli aspetti: ambientale, economico e sociale. Tutti i paesi devono fare la propria parte, in quella che è già una vera e propria rivoluzione rispetto al modo di pensare e vivere la quotidianità. Oltre ai 17 obiettivi, l’Agenda prevede 169 target e 240 indicatori. È sulla base di questi parametri che i paesi Onu vengono periodicamente valutati, anche dall’opinione pubblica internazionale. 
Taranto dunque, come e più di altre città, ha il dovere di guardare avanti, generando un’economia di tipo circolare; superando il vincolo materiale e di pensiero che la lega all’ex Ilva.

Mai dimenticando il passato e rispettando l’industria, purché essa diventi sostenibile, come più volte è stato ribadito nel corso della due giorni, al Fusco. 
Taranto è pronta per varare una strategia di transizione ecologica, economica ed energetica che dovrebbe fare da cornice alle azioni messe in campo negli ultimi due anni. Si avverte, da più parti, la necessità di un ritorno alla normalità, fuori dalla condizione emergenziale e critica che il capoluogo jonico sperimenta da troppo tempo.

Si può diventare “moderni” e armonizzarsi con il contesto nazionale ed internazionale, solo osando lanciare delle grandi sfide.

“Con il Documento programmatico preliminare – chiarisce Melucci – siamo andati oltre l’urbanistica, abbiamo introdotto altre azioni amministrative che saranno, d’ora in avanti, vincolanti per il Comune”.
Si viaggia sull’onda della resilienza, recuperando uno slancio che sembrava perduto. Resilienza rispetto ai problemi ambientali, sanitari ed economici. Le energie non mancano, gli imprenditori e i cittadini, in generale, hanno tanto su cui poter lavorare, per spingere la città verso una transizione ormai urgente. L’ASviS monitorerà tutte le fasi di questo passaggio.


Nell’ex capitale della Magna Grecia, del resto, si moltiplicano le iniziative che guardano all’immediato futuro, cercando di costruire un nuovo presente. BeAlternatives-TEDxTaranto, il talk event che in qualche modo ha chiuso il 2019, aprendo idealmente il 2020 jonico rappresenta un tentativo riuscito, in questo senso.

L’evento - lo ricordiamo - è stato organizzato dall’associazione Stella Marina, in co-attuazione con LWB Project e con l’associazione De Tocqueville; ha trovato inoltre il sostegno di numerosi partner.

 
La “fiera” delle idee e dei progetti, che ha visto arrivare in città ospiti nazionali ed internazionali, ha raccolto un grande favore da parte della cittadinanza. Straordinaria la partecipazione delle scuole superiori, degli imprenditori, interessati a scoprire, in qualche caso proporre idee alternative di sviluppo, per la città. Protagonisti la ricerca tecnologica, le startup, le reti, non solo virtuali, di persone e la grande voglia di costruire alternative, espressa soprattutto dalle giovani generazioni.