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Milioni di occhi puntati addosso e in un attimo si può perdere il controllo della propria immagine. Che è e resta un’immagine, tuttavia capace di “scivolare” nel mondo reale; là dove i tonfi sono tutt’altro che virtuali. 

Lo spiega bene un bel video che compare sul portale del “Centro italiano per la sicurezza in rete - Generazioni connesse”. Un progetto co-finanziato dalla Commissione Europea, nell’ambito del programma Connecting Europe Facility (CEF) – Telecom. “Generazioni Connesse” è un importante tassello della piattaforma on line “Better Internet for Kids”. Tra l’11 febbraio e l’11 marzo, mese della sicurezza in rete, le scuole e le associazioni moltiplicano le iniziative in favore di una navigazione responsabile, da parte dei più giovani, e il portale è già un punto di riferimento importante. 

Gli organismi citati sono nati per educare gli studenti ad usare piattaforme e social senza diventarne dipendenti e soprattutto evitando di cadere nella trappola della visibilità a tutti i costi. Visibilità che non è sempre sinonimo di successo. Una condizione, quest’ultima, dai contorni molto labili, che può “sgretolarsi” così come si è generata. In un attimo. 

Anche la sedicesima giornata dedicata alla navigazione sicura in rete, tenutasi a Napoli lo scorso 11 febbraio, ha inteso riunire attivisti della rete, istituzioni, responsabili politici ed esperti web attorno ai medesimi obiettivi: accompagnare i ragazzi nell’esplorazione consapevole e sicura dello spazio internet. All’evento ha partecipato anche il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina. Non a caso il Ministero è il coordinatore del “Safer Internet Centre italiano”. 

Secondo una ricerca di “Generazioni Connesse” (citata sul sito MIUR) curata da Skuola.net, con le Università di Roma e Firenze, 9 ragazzi su dieci affrontano il tema dell’educazione digitale, parlandone con i propri docenti. Solo il 4% di loro ritiene di definirsi poco connesso, mentre il 46% dei ragazzi dichiara di dedicare alla navigazione on line 3-4 ore al giorno e il 23% risulta connesso per un totale di 5-10 ore quotidiane. Il cyber-bullismo colpisce il 34% degli studenti e il 77% di questi episodi viene segnalato. Infine, il 39% dei giovani si imbatte in una fake news e la segnala. Si registra quindi una maggiore responsabilità nell’uso della rete, grazie alle numerose campagne di sensibilizzazione e informazione. Il portale del “Safer Internet Center” (https://www.generazioniconnesse.it/site/it/home-page/) è una guida valida, da consultare quando si vuole e da qualsiasi dispositivo. Ci sono diversi menu, con indicazioni utili per riconoscere e denunciare il bullismo; per affrontare la dipendenza comportamentale dallo smartphone o da internet, così come dai videogiochi.

Molto interessante, anche graficamente, è la pagina dedicata ai super errori del web, dove simpatiche figure come Silver Selfie, Chat Woman, il Postatore Nero, l’Uomo Taggo e l’incredibile URL affrontano tematiche serie, problemi che possono minare la serenità, l’autostima e i rapporti sociali di adolescenti e ragazzi più grandi.