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Aumenta il numero delle transazioni commerciali on line, mentre colossi come Amazon si trovano a dover fronteggiare nuovi problemi, come i tentativi di frode da parte di venditori abili nel manipolare gli algoritmi. 

Secondo i ricercatori di “Which?”, società che difende i diritti dei consumatori, i prodotti che, sul portale UK, presentano l’etichetta “Amazon’s Choice” sarebbero oggetto di manipolazioni ai danni degli acquirenti. Si tratta di oggetti che il più grande negozio virtuale al mondo rende maggiormente visibili durante la ricerca sul web. Ma, come riportato in un articolo del “Guardian”, non si tratta di prodotti selezionati direttamente dal colosso, nonostante il nome “Choice”, cioè scelta.

Qui di scelto c’è ben poco. La compagnia attribuisce l’etichetta “Amazon’s Choice” automaticamente, utilizzando una serie di criteri cosiddetti segreti, tra i quali figurano le buone recensioni, i prezzi bassi e la possibilità, per il cliente, di vedersi recapitare a casa l’oggetto acquistato in un arco temporale brevissimo. 

In realtà le dinamiche lavorative che questi pacchi espresso nascondono sono piuttosto discutibili, come recenti inchieste giornalistiche hanno messo in evidenza: lavoratori sottopagati; orari e turni di lavoro massacranti; aerei che viaggiano con stive non esattamente piene, con il conseguente aumento dei voli e del livello di inquinamento atmosferico. Avere un disco, un libro o un trinciapollo a casa, 24 ore dopo aver fatto l’ordine on line, costa forse poco al cliente, ma molto al pianeta. 

Quanto all’etichetta “Choice” che viene attribuita a prodotti che appaiono agli occhi degli internauti più convenienti di altri o addirittura qualitativamente superiori, è utile sapere che non è garanzia di buon affare, se i criteri utilizzati per selezionare le proposte commerciali si basano sulle recensioni positive. Chi vigila sulla veridicità di quei testi? Nessuno impedisce a venditori con pochi scrupoli di generare e diffondere in rete recensioni positive, ma false, promuovendo prodotti mediocri, non adatti o persino pericolosi. Oggetti che possono acquisire lo status di “scelti” e avere successo grazie all’etichetta che Amazon concede con “un bel po” di leggerezza. 

Se acquistare, entrando fisicamente in un negozio, significa valutare bene la merce e nonostante ciò non esser sicuri di riuscire ad evitare le fregature, fare spese attraverso internet è un’operazione che richiede molta, ma molta più attenzione. Forse lo sviluppo di software che possano difendere i diritti dei consumatori, renderà il mercato virtuale meno pericoloso. I giovani che hanno voglia di avviare una startup hanno un terreno di prova immenso a disposizione, proprio in questo ambito. I professionisti di LWB, da parte loro, sono sempre pronti ad accogliere le nuove idee, svilupparle e aiutarle a crescere, valorizzando tutte le risorse disponibili. Lavorare per migliorare il mondo è per loro una vocazione.