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Buone notizie per chi vuole avviare una startup. Tra qualche giorno, sul tavolo della Commissione Attività produttive della Camera approderà una proposta di legge in favore di quel genere di iniziativa e delle imprese innovative, piccole e medie. 

Pur rappresentando il futuro dell’imprenditoria mondiale, esse sono al momento frenate da una legislazione poco congrua. La proposta prevede incentivi e detrazioni per gli startupper e per chiunque voglia investire in innovazione. Si parla di un aumento fino al 70% dell’aliquota, che oggi raggiunge il 30%, per detrazioni e deduzioni in favore di chi si lancia in un’avventura digitale, per esempio. Quell’ambito d’azione non è l’unico ad essere contemplato nella proposta. Le startup hanno superato i confini entro i quali erano nate, informatici e tecnologici, per andare a coprire un terreno di idee ben più ampio, coinvolgendo anche il terzo settore. 

Le agevolazioni fiscali dovrebbero riguardare anche gli incubatori di startup, ovvero i programmi di sviluppo delle stesse e i luoghi fisici che le ospitano. Vere e proprie fucine di talenti, terreno di coltura dei progetti. In altre parole, quei contesti professionali che, per capitali e competenze, riescono ad imprimere un’accelerazione alle idee, a farle viaggiare più velocemente e lontano. Quindi, che gli incubatori facciano parte della proposta di legge, come destinatari anch’essi di detrazioni è un aspetto che valorizza il documento che il 20 febbraio sarà preso in esame dalla Commissione della Camera. 

La legge comprende anche provvedimenti come la detassazione delle plusvalenze che derivano dalla partecipazione a piccole e medie imprese innovative e startup. L’estensore della proposta, il deputato Mattia Mor, ha ipotizzato, tra le altre misure, il 90% di sconto fiscale sugli investimenti per l’acquisizione di startup che rischiano il fallimento. 

Per chi avesse voglia e interesse ad addentrarsi tra i passaggi della proposta, il testo completo della stessa è disponibile alla seguente pagina: https://www.mattiamor.it/wp-content/uploads/2019/06/Proposta-di-legge-On.-Mor-STARTACT.pdf

Senza entrare nel merito dei singoli articoli, i quali saranno oggetto di valutazione, discussione, modifiche; è importante sottolineare il valore di un intervento del genere, nell’attuale contesto economico e politico italiano. 

L’Italia è sempre stata un paese di piccole e medie imprese, le stesse che hanno contribuito a far decollare il “brand” made in Italy, diventando in alcuni casi, grandi imprese, spa, holding. Sono le Pmi che hanno pagato il prezzo più alto della crisi e continuano a farlo. L’innovazione si inserisce in questo quadro, come una scelta obbligata e non considerare come centrale il ruolo delle startup oggi sarebbe imperdonabile.