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L’emergenza sanitaria che stiamo attraversando non ha precedenti nella storia recente e la rinuncia alla libertà di movimento è un sacrificio grandissimo, ma necessario per vincere la sfida al Covid-19. Con lentezza e incredulità, anche gli altri paesi europei e gli Stati Uniti d’America stanno cominciando ad adottare le nostre stesse misure di contenimento. 

Abbiamo sentito più volte, in questi giorni, medici ed illustri scienziati pronunciare parole mai prima ascoltate: l’Italia sta facendo un esperimento del quale potrebbero beneficiare anche altri paesi. L’esperimento ha l’obiettivo di sconfiggere una malattia nuova e per molti aspetti ancora ignota, attraverso il temporaneo distanziamento sociale. Doveroso e carico di significati. 

Parole come rispetto e responsabilità sono tornate ad avere una sostanza vitale. Il rispetto e la responsabilità che ciascuno di noi dovrebbe sempre avere nei confronti di sé e della comunità alla quale appartiene, diventano (anche agli occhi di chi prima non riusciva a vederlo) il rispetto e la responsabilità da rivolgere all’intera umanità. In Europa, non sarà la chiusura delle frontiere (le limitazioni temporanee alla libera circolazione delle persone saranno necessarie ovunque) a risolvere la crisi ma la cooperazione; al momento l’epidemia è diffusa in ogni continente ad eccezione dell’Antartide. Potranno essere solo decisioni e comportamenti responsabili, a supporto della scienza, ad indicarci la strada. 

Ci vorrà tanto coraggio, un’altra parola che ci sta tanto a cuore. Quella spinta a non fermarsi anche e soprattutto quando tutto appare difficile, quasi impossibile. 

Soltanto qualche mese fa, LWBProject celebrava, con le associazioni Stella Marina, De Tocqueville e le istituzioni locali, lo spirito d’iniziativa e il coraggio di cercare delle soluzioni alternative, per ridisegnare l’esistente, creare qualcosa di nuovo. E lo faceva attraverso un evento chiamato BeAlternatives. 

Oggi più che mai, alla luce di quello che sta accadendo, dobbiamo cercare delle alternative. Mentre i medici, gli infermieri, gli OSS, gli addetti alle pulizie, i volontari degli ospedali italiani sono in trincea, in una lotta difficile contro il Coronavirus, a noi viene chiesto di restare a casa. Ma il lavoro non si ferma, così come non si fermano le idee. Ed è proprio in una situazione così estrema, dove tutto tranne il virus, “resta fermo”, che bisogna avere il coraggio di lavorare. In una condizione alternativa a quella cui siamo abituati. Distanti ma insieme, come ci viene ripetuto da qualche giorno, attraverso il sistema dell’informazione.

Colti di sorpresa dall’emergenza sanitaria ormai dichiarata pandemia, addolorati per le famiglie che perdono i propri cari a causa del Covid-19, anche noi di LWBProject abbiamo preso le dovute precauzioni. Tuttavia, nessuno ha smesso di lavorare.

Ogni membro del team continua a farlo come e più di prima, in modalità smart working. Se è un dovere restare a casa, è un dovere anche fare in modo che il tempo del lavoro trovi un’altra dimensione. Sostenendo in qualche modo lo sforzo di chi deve continuare a svolgere la propria attività là fuori. Gli spazi del relax, per chi ha adottato lo smart working, sono in stretto contatto con quelli del lavoro, nell’angolo o negli angoli della casa che ciascuno di noi sente più adatti. Quelli che accolgono meglio computer, dispositivi elettronici, penne e taccuini.

Qualche tempo fa abbiamo scritto che il lavoro non è un luogo. Lo ripetiamo oggi, con maggiore forza.

Il lavoro è, nel nostro caso, dove sono le idee. Matura e si esprime quando si resta in ascolto, rispetto alle esigenze di un territorio, le sue difficoltà e le sue risorse. Perciò, pur nella difficoltà del momento, siamo alle nostre scrivanie, ciascuno alla propria, per tornare a proporvi, più in là, le nostre soluzioni. Stendere insieme, come abbiamo sempre fatto, progetti socialmente utili. Disegnare nuovi canali comunicativi, immaginare alternative. Quella più grande ci aspetta, la vedremo insieme, perché l’avremo costruita insieme ma distanti, quando questa crisi sarà superata. Ci vuole coraggio, per vincere le sfide. Insieme ma distanti, si può fare. Ce la possiamo fare. 

#RESTIAMOCONNESSI