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Il mondo è devastato da una crisi sanitaria senza precedenti. I governi dei paesi europei hanno compreso con ritardo che l’emergenza Coronavirus che aveva colpito per prima la Cina, non avrebbe riguardato soltanto l’Asia. Anche quando il virus è arrivato in Europa, prima sotto forma di casi isolati in Germania, in seguito con l’epidemia vera e propria in Italia, i Paesi dell’Unione hanno balbettato, la Gran Bretagna ha colpevolmente sottovalutato il rischio per poi fare dietro front. Oggi il Covid-19 è un problema globale. In ritardo le autorità stanno adottando un po' ovunque le stesse misure di contenimento decise dal Governo italiano ormai più di dieci giorni fa. 

La crisi riguarda tutti; e mentre i medici e il personale sanitario sono impegnati in una lotta senza quartiere per assicurare assistenza a tutti i malati, il virus colpisce duramente anche fuori dalle terapie intensive
La crisi sanitaria travolge, con i suoi effetti difficilmente gestibili, tutti gli ambiti dell’esistenza e picchia duro sulle fragilità di ogni paese colpito. Il mondo dell’associazionismo paga un prezzo altissimo.

“Associazionismo” diventa una parola difficile da “declinare”, in epoca di isolamento forzato. La situazione drammatica nella quale si trova il terzo settore rischia di diventare uno dei più vistosi effetti dell’emergenza. Tutto il mondo del volontariato, parte importantissima del welfare italiano, è al collasso: volontari costretti a casa, attività interrotte, terapie annullate, consulenze rimandate a data da destinarsi, oppure servizi che proseguono, in un mare di difficoltà. E la sospensione dei pagamenti pone cooperative e associazioni di fronte a scelte drastiche, come la rinuncia a qualcuno degli operatori. 
È Claudia Fiaschi, portavoce del Forum nazionale del Terzo Settore, a lanciare l’allarme. Con le autorità, avverte, si deve trovare una via per fronteggiare l’emergenza, senza far mancare ai cittadini quel supporto che finora aveva garantito loro di andare avanti, anche nelle circostanze più difficili.

In effetti, il Governo ha previsto, con le misure contenute nel Decreto Cura Italia, approvato lo scorso 16 marzo, aiuti (i primi di una serie, si spera) per il Terzo Settore. Tra i provvedimenti: la cassa integrazione in deroga, la proroga al 31 ottobre 2020 dei termini per l’approvazione dei bilanci e per gli adeguamenti statutari previsti dalla Riforma del Terzo Settore; la sospensione dei versamenti delle ritenute; dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, per le associazioni sportive. E’ previsto anche un sostegno per le associazioni sportive, ricreative, culturali, educative, che si occupano di anziani, persone con disabilità e minori.

Lo Stato ha pensato anche alle donazioni: per incentivarle ha previsto una detrazione d’imposta del 30% per le erogazioni liberali in denaro verso tutte le associazioni, gli enti del Terzo Settore, ma anche le istituzioni che erogano servizi senza scopo di lucro.

LWB collabora con il mondo dell’associazionismo, da sempre e invita tutti a sostenerle, ora più di prima.

Continuate a seguirci, andremo a scoprire come si sono organizzate (o come si organizzeranno), in particolare, alcune delle associazioni di Taranto, per non interrompere le attività, nonostante l’emergenza Coronavirus.