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Il 2 giugno riapre la mostra su Raffaello alle Scuderie del Quirinale, a Roma. Si celebrano i 500 anni dalla morte del genio di Urbino. Finora era stato possibile visitare soltanto virtualmente, a causa del coronavirus, alcuni degli spazi allestiti. Ora, finalmente le tele di Raffaello saranno accessibili a tutti gli appassionati, che potranno fisicamente entrare nelle Scuderie. E mentre i principali musei italiani riaprono (con date diverse da provincia a provincia), si attende di poter nuovamente programmare viaggi culturali oltre i confini regionali.

Intanto, per chi è ancora costretto, per questioni di salute o di opportunità, a restare a casa o per chi preferisce essere cauto, uscendo il meno possibile, il progetto Google Art consente di entrare nei più importanti poli museali del nostro paese, senza abbandonare l’ambiente domestico.

Anche il Sistema Musei Civici di Roma (così come altri in Italia e nel mondo) ha aderito con 15 sedi museali alla piattaforma sviluppata dal Google Cultural Institute.

È sufficiente andare su www.google.com/artproject, per lanciarsi nell’universo arte e cultura, non muovendo un muscolo, se non quelli degli occhi. La piattaforma mette a disposizione 12 tour virtuali attraverso Street View e 15 gallery fotografiche. Ottocento le immagini visualizzabili, ovvero le opere più significative delle collezioni museali di Roma. Quei percorsi attraverso la storia e la cultura dell’Italia che attraevano (lo faranno nuovamente nel prossimo futuro) milioni di visitatori da ogni parte del mondo.

A proposito di tecnologia al servizio dell’arte, la scorsa settimana Eva Degl’Innocenti, direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto ha presentato la nuova piattaforma digitale del MArTA, in una diretta Facebook alla quale ha partecipato, tra gli altri, anche il governatore della Puglia Michele Emiliano.

Lo strumento punta a creare una maggiore interazione con i visitatori, attraverso il loro coinvolgimento emotivo e la loro partecipazione attiva e sociale. In altre parole, grazie alla nuova piattaforma, si potrà cominciare la visita da remoto (da casa o da qualsiasi altro luogo), e proseguirla negli spazi del museo. Una volta terminato il percorso fisico al MArTA, sarà naturale continuare a godere delle bellezze ammirate, sempre utilizzando lo strumento digitale.

Quella che si inaugura quindi, anche in seguito alle necessità che la pandemia ha fatto emergere, è la stagione della complementarietà tra reale e virtuale. Nel caso del MArTA, così come per altri musei, gallerie e spazi espositivi, la fruizione dei contenuti digitali non esclude, anzi completa e favorisce la visita in loco. Il passaggio nelle sale del museo spinge i visitatori ad andare a cercare sulla piattaforma, in un momento successivo, altre informazioni, altre immagini, una prospettiva ulteriore, in un infinito abbraccio con l’arte.