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Torna nel Decreto Rilancio il tema dell’assistenza domiciliare, della necessità di rafforzare le misure per favorirla. La proposta era stata lanciata, in occasione del Decreto Cura Italia, da Cittadinanzattiva e da una settantina di associazioni, federazioni, ordini professionali, società scientifiche, imprese e altri soggetti. 

A sostenere oggi l’iniziativa di qualche settimana fa sono gli emendamenti di un buon numero di parlamentari (la maggior parte dei gruppi) evidentemente sensibili al tema. 

Gli emendamenti contengono naturalmente le modalità attraverso le quali dovrebbe avvenire il cambiamento legislativo in favore di un rafforzamento dell’assistenza domiciliare: la messa in atto di piani pluriennali regionali. Per il loro finanziamento si prevede di ricorrere alla revisione del regime fiscale sui prodotti a tabacco riscaldato (Heated Tobacco Products). Non si tratta evidentemente di sigarette, ma di dispositivi a batteria che vengono utilizzati per scaldare il tabacco. Un’alternativa, se si vuole, alla sigaretta elettronica. 

Sostenute con forza da diversi gruppi parlamentari, le misure a sostegno dell’assistenza domiciliare sono un bisogno emerso con maggior evidenza proprio durante il periodo della quarantena. 

In fase di lockdown molte persone con o senza patologie, sono rimaste isolate e le associazioni di volontariato hanno triplicato il loro impegno per cercare di offrire loro supporto, nonostante le difficoltà. Se ci fosse stata una legge alla quale poter fare riferimento, la pandemia avrebbe colto le famiglie più fragili e gli operatori del settore meno impreparati. 

Il Decreto Rilancio ha previsto il potenziamento per l’anno in corso dell’assistenza territoriale e di quella domiciliare integrata; ora però ci si augura che gli interventi adottati diventino strutturali, abbandonando la caratteristica che al momento appartiene loro, di provvedimento emergenziale. 

Il diritto alla cura deve essere garantito a tutti e le fasce più fragili della popolazione dovrebbero beneficiare di un accesso meno farraginoso a specifici servizi di assistenza, finalmente adeguati ai loro reali bisogni. 

Anche in questo caso, la terribile emergenza sanitaria che ha investito l’Italia e il mondo intero, dovrebbe rappresentare un’opportunità per cambiare lo stato sociale, adeguarlo alle nuove necessità, rendendolo più funzionale, eliminando tanta della burocrazia che spesso impedisce a molti l’accesso alle cure e all’assistenza.