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Procede il lavoro per istituire a Taranto la Biennale di Arte e Architettura del Mediterraneo. Alcuni rappresentanti dell’Amministrazione comunale, tra i quali l’assessore ai Lavori Pubblici e all’Innovazione Ubaldo Occhinegro, hanno avviato da tempo un’interlocuzione con Roma, in particolare con il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (Mibact), con l’obiettivo di promuovere questa possibilità. 

L’idea cioè di ospitare, nella città dei Due Mari, un grande festival che punterebbe a diventare un nuovo punto di riferimento internazionale per chi si occupa di arte.

Una rassegna che acquisirebbe un particolare valore, sia per le connessioni che inevitabilmente si stabilirebbero con le diverse espressioni artistiche del glorioso passato tarantino, sia perché la posizione geografica della città potrebbe facilmente trasformare l’evento in una via d’accesso al Mediterraneo e alle sue culture.

Non solo: in ballo c’è anche la possibilità di candidare la Città Vecchia a Patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco. Le sue ricchezze (dai palazzi storici ai riti, alle tradizioni che affondano le radici nella storia magno-greca e medievale, agli antichi mestieri ancora praticati nelle botteghe dei vicoli, alla vista sul mare che si gode dagli edifici che oggi ospitano eventi di vario genere) meriterebbero di essere valorizzate. Il faro dell’Unesco darebbe un notevole impulso ai flussi turistici, innescando processi di rinascita culturale e di ripresa economica.  

Inoltre, grazie ai fondi del Mibact, quest’anno sarà avviato il più grande cantiere di restauro del centro storico. Portare a termine il recupero dell’Isola madre avviato anni fa rappresenta senza dubbio una sfida ardua, ma anche stimolante, per una città attraversata da un desiderio di rinascita che si traduce sempre più spesso in progetti concreti. I festival musicali degli ultimi anni, le rassegne gastronomiche, il BeAlternatives dello scorso novembre con ospiti internazionali, ne sono, insieme con altri eventi, testimonianza. 

A Roma, i rappresentati istituzionali hanno portato sul tavolo della discussione anche il tema della governance e dei contenuti della nuova Pinacoteca Comunale che avrà sede all’interno del Palazzo Archita. Immaginata anch’essa come un nuovo polo culturale, dovrà custodire i capolavori del passato ed essere il guscio ideale entro il quale allestire, grazie alla collaborazione con i principali musei d’arte contemporanea italiani ed esteri, esposizioni e mostre permanenti.

Alla nuova visione di Taranto, tutti devono poter offrire il loro contributo. È un bene che l’amministrazione si spenda con il Governo, attraverso proposte e idee, ma sarà ancora più importante coinvolgere in questo lungo percorso associazioni, aziende, enti e privati cittadini. Insieme si va più lontano.

LWB è tra quelle realtà che lavorano per l’emersione delle energie migliori della città, nella fusione con impulsi e stimoli provenienti da altri luoghi; realtà anche lontanissime. Solo attraverso uno sguardo cosmopolita si può andare oltre il passato (mai dimenticandolo), lavorando nel presente. Come scrive Simona Lo Iacono nel suo romanzo L’albatro, “Non guardare indietro. Non guardare avanti. Vivi adesso. Bisogna sostare il più a lungo possibile in questo spazio che il tempo ci sta concedendo”.