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Interpretare le difficoltà trasformandole in opportunità. Nella pratica queste parole si traducono spesso in progetti al servizio della comunità. Lungo la costa gardesana (il tratto di strada che costeggia il lago di Garda) alcune località bresciane (22 in tutto) si sono unite in rete dando vita al programma Legami Leali (che ha coinvolto 60 persone e 120, tra associazioni e aziende). Il loro obiettivo: promuovere azioni che sensibilizzassero i più giovani sul tema della legalità.

Nell’ambito di questo progetto sono nate diverse iniziative, una delle quali ha visto la realizzazione di visiere facciali protettive (anti-covid), attraverso il ricorso alla stampa 3D. L’idea è venuta ad un gruppo di 5 ragazzi di Varese. Sulla base di un video tutorial messo in rete da un loro coetaneo svedese, i giovani hanno pensato di mettersi all’opera, creando visiere e distribuendole gratuitamente agli ospedali in difficoltà, proprio nel momento di massima diffusione del contagio da Covid-19.

Legami Leali (sostenuto da Fondazione Cariplo) ha “intercettato” gli autori del gesto e ha voluto allargare l’iniziativa, coinvolgendo altri player. Ognuno (associazioni, privati e imprenditori) ha messo del proprio per realizzare un numero sempre maggiore di visiere facciali protettive. Gli strumenti così prodotti sono arrivati in alcuni negozi delle località del lago di Garda e hanno raggiunto anche i Comuni e le Forze dell’Ordine. I cittadini possono averle in cambio di una libera donazione, con la quale contribuiscono a sostenere i vari laboratori pro legalità di Legami Leali.

Questo è uno dei tanti esempi di network al servizio della comunità. Un’idea “nata in casa” ha attivato una rete “produttiva”, attraendo persone, associazioni e aziende che hanno trasformato quell’idea in una sfida. Ad oggi vinta. Nel network sono entrati anche i cittadini che sostengono Legami Leali, semplicemente richiedendo una o più visiere.

Spunti, scintille che innescano azioni. Gesti che diventano sempre più importanti, nel momento in cui, grazie al contributo di tutti (per esempio le aziende che forniscono le stampanti 3D, in questo specifico caso) mutano in veri e propri progetti replicabili.

Modelli che possono essere ripresi in qualunque comune della penisola, che potrebbero addirittura varcare i confini nazionali (l’iniziativa relativa alle visiere è solo un esempio). Questo è esattamente l’ambito d’azione di LWB Project. I suoi consulenti sono attenti ad individuare realtà che messe in contatto tra loro potrebbero sviluppare progetti di rilievo, con esiti sociali ed economici positivi. Naturalmente le aree entro le quali muoversi possono essere le più diverse, a Taranto ci sono risorse da attivare in ogni settore.

Sebbene siano molte le idee in cammino e i primi risultati stiano già arrivando, la strada da percorrere è lunga. La città sperimenta da anni diverse criticità. La sfida più grande, che tuttavia si può e si deve vincere, consiste nel trasformarle in opportunità.

Un’attitudine naturale per i professionisti di LWB Project. Uno dei suoi ultimi risultati, in ambito sociale, è l’incontro tra la sartoria G. Inglese di Ginosa, famosa in tutto il mondo (veste anche la famiglia reale britannica) e la Sezione provinciale dell’AIL. Quest’ultima ha ricevuto una particolare donazione da G Inglese: una fornitura di mascherine colorate realizzate dalla sartoria. Mascherine che i volontari AIL indossano durante le attività di assistenza ai pazienti ematologici.

Un contatto prezioso tra due realtà apparentemente lontane, favorito da LWB. Forse l’inizio di una collaborazione strutturata sui valori della solidarietà e della creatività, tra Inglese e AIL; una cooperazione che potrebbe attrarre altri soggetti.