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Un albero per il futuro è un progetto nazionale rivolto alle scuole, promosso dai Carabinieri della Biodiversità, in collaborazione con il Ministero della Transizione Ecologica. Nato con l’intento di avvicinare i giovani alle tematiche ambientali, rendendoli protagonisti della “rivoluzione verde”, ha già coinvolto oltre 400 scuole della penisola.

Nei giorni scorsi, anche la città di Palermo ha aderito al programma, con la donazione delle piantine dell’Albero Falcone. Un modo per arricchire di ulteriori significati il progetto dell’Arma. Le gemme, prelevate dal ficus Macrophylla Columnaris Magnolioides, che cresce proprio nei pressi dell’abitazione del giudice assassinato dalla mafia nel 1992, rappresentano l’impegno dello Stato e della società civile contro le mafie. Raggiungeranno, attraverso la loro duplicazione, distribuzione e messa a dimora, 500 mila scuole. 

Un albero per il futuro diventa, in questo modo, un doppio binario sul quale far correre la legalità. Da una parte la promozione di comportamenti virtuosi e rispettosi delle leggi che tutelano la biodiversità, dall’altra la lotta alle mafie e la promozione della trasparenza, della legalità. 

Le operazioni di prelievo delle gemme sono state condotte dal Settore Ville e Giardini del Comune di Palermo, in collaborazione con i Carabinieri, la Fondazione Falcone e la Soprintendenza di Palermo. Saranno duplicate a Pieve Santo Stefano, presso il Centro Nazionale Carabinieri per la biodiversità forestale. 

In queste ore, l’attenzione alle tematiche ambientali è altissima. Greta Thunberg, intervenendo al summit mondiale sul clima, convocato dal presidente USA J. Biden, proprio in occasione dell’Earth Day, ha lanciato un monito ai vertici della politica mondiale: Avete ancora tempo per fare la cosa giusta e salvare la vostra eredità, ma quella finestra di tempo non durerà a lungo. Scegliete con saggezza, perché sarà la mia generazione a giudicare il vostro operato.

Iniziative come Un albero per il futuro sono fondamentali, in questa fase storica. L’auspicio è che si moltiplichino, si diffondano, non soltanto tra le giovani generazioni. Esse dimostrano ogni giorno di aver colto l’importanza della sfida che attende tutti noi, in questo decennio. Le manifestazioni contro l’inquinamento pre-pandemia, i Fridays for Future, testimoniano il loro impegno. Il progetto del Raggruppamento dei Carabinieri della biodiversità contribuisce a costituire, in tutta Italia, un grande bosco diffuso. Fisico, non virtuale. Ogni albero distribuito potrebbe trovare dimora in aree che necessitano di nutrimento, dove l’industrializzazione selvaggia o la scarsa cura del bene pubblico hanno provocato gravi squilibri nel suolo e peggiorato la qualità dell’aria. 

Come si legge sul sito dell’Arma dei Carabinieri, le specie vegetali prodotte nei Centri Nazionali di Biodiversità Forestale di Pieve Santo Stefano (AR) e Peri (VR) sono state scelte accuratamente, nel rispetto delle aree geografiche e fitoclimatiche in cui dovranno essere piantate. Nel 2021 potranno essere distribuite gratuitamente fino a 60.000 piantine, che si andranno ad aggiungere ai circa 12 miliardi di alberi già presenti nei nostri boschi. Oltre a essere dei laboratori di biodiversità, gli alberi sono anche dei formidabili assorbitori di anidride carbonica. Si calcola infatti che le foreste italiane riescano a stoccare, ogni anno, oltre 45 milioni di tonnellate di CO2.

Gli studenti che seguono le lezioni a distanza potranno cominciare a prendersi cura delle piantine in casa propria, per poi provvedere, con il supporto dei referenti del progetto, alla messa a dimora delle “gemme”. 
Per richiedere gli alberi, basta scrivere a unalberoperilfuturo@carabinieri.it. Per tutti i dettagli sull’iniziativa Un albero per il futuro (carabinieri.it).