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C’è chi si dedica al canto o alle attività grafiche, chi si scopre pasticcere o giardiniere e riesce anche ad avviare un’attività commerciale e c’è chi spopola sui social. Il nome forse non sarà conosciuto ai più, ma lui su Tik Tok è una vera star. Si chiama Khaby Lame. A spingerlo sull’app gratuita che spesso ha provocato polemiche e persino riflessioni politiche è stata proprio la crisi Covid-19. 

Perso il lavoro, Khaby Lame, di origini senegalesi ma in Italia sin da quando aveva un anno, ha deciso di mettere alla prova le sue abilità comunicative sulla piattaforma cinese. I suoi video sono visualizzati più e più volte da milioni di persone e sono persino utilizzati come riferimenti. 

Grazie alle sue apprezzatissime (almeno dalle comunità social) performance, Lame è oggi seguito da 50 milioni di utenti. Su Instagram quelli che un tempo si sarebbero definiti fan sono circa 12 milioni, più di quelli di Mark Zuckerberg su Facebook.

L’informatico e imprenditore statunitense ha risposto con un bel pollice in su a un messaggio con il quale Lame faceva notare di avere su Instagram più sostenitori di lui. Ecco dunque arrivata anche la benedizione del fondatore del più famoso tra i social network. 

Qual è la caratteristica che piace tanto dei video reaction di Lame? Sicuramente l’ironia con la quale demolisce i consigli fai da te che circolano ovunque, soprattutto in rete. Casi come questo non sono isolati, ma neanche frequenti. 

Al di là di quello che accade sul web, che è uno degli specchi delle dinamiche emotive e sociali, ma anche economiche del momento, la realtà che statistiche e grafici disegnano è piuttosto critica. Sul fronte del lavoro, delle relazioni in famiglia o con gli amici e su quello della salute psicologica della popolazione italiana, i dati sono chiarissimi.

Durante la pandemia, il consumo di ansiolitici e antipsicotici è aumentato sensibilmente. A rivelarlo è il trentatreesimo Rapporto Italia di Eurispes, secondo il quale un italiano su cinque fa ricorso agli psicofarmaci. Più di un quarto del campione esaminato si è rivolto, nel corso dell’ultimo anno, a uno psicologo. La diffusione della malattia da Sars-CoV-2, i timori legati alla possibilità di contrarla, i lutti, i lockdown e le restrizioni, la perdita del lavoro per tanti, la crisi economica, le scuole chiuse e le altre conseguenze della pandemia hanno determinato una situazione insostenibile. 

Al momento, l’allentamento delle restrizioni, grazie alla diminuzione dei contagi che si deve anche alla campagna vaccinale, lascia sperare per il meglio. Esempi decisamente positivi arrivano dai Paesi dove si è quasi raggiunta l’immunità di gregge e dove il clima è finalmente più rilassato. Anche in Italia non mancano i segnali positivi. 

E dalla Fondazione Soleterre arriva finalmente un supporto per gli adolescenti sopraffatti dallo stress del periodo. È nata infatti una prima Rete Nazionale per il Supporto Psicologico Covid-19. Un progetto rivolto principalmente ai giovanissimi. Con una telefonata è possibile contattare uno dei 72 psicologi coinvolti nell’iniziativa. Sono 14 le regioni italiane che partecipano al progetto. Per maggiori informazioni si può visitare il sito Fondo Nazionale per il supporto psicologico COVID-19 (soleterre.org).