Visto 887 volte

Albert Einstein diceva che nel mezzo delle difficoltà nascono le opportunità. La storia è piena di esempi di resistenza, come capacità di trarre il meglio dalle situazioni più difficili. Anche la pandemia ha dimostrato che è più “facile” darsi da fare che arrendersi. 

Ciascuno di noi ha un patrimonio di risorse nascoste, che emergono nel momento del bisogno. Non possiamo sapere quanto forti siamo finché quella forza non viene messa alla prova. Questo non significa che non si possa dare il meglio di sé nelle circostanze per così dire ideali, cioè nei contesti connotati dalla serenità e dall’ordinario scorrere degli eventi. Significa soltanto che scoraggiarsi non può essere un’opzione o un’attitudine. 

LWBProject coltiva da sempre queste idee, lavorando su progetti che favoriscano le persone e le comunità, l’inclusione sociale e l’uguaglianza e realizzando tali progetti, attraverso collaborazioni trasversali, rispetto agli ambiti di intervento. Nel corso del 2022 alcune delle attività avviate nei mesi scorsi troveranno compimento e altre prenderanno il largo, verso nuovi traguardi, con l’aiuto di tutti. 

Perché l’unione delle risorse individuali non fa soltanto un gruppo di lavoro capace e brillante, ma un universo di possibilità. Come il meeting What is the Difference? - WID (dello scorso novembre) organizzato dall’Associazione Stella Marina e dal Ciofs Puglia, con il contributo essenziale di LWBProject, ha dimostrato. 

Nuove connessioni sono nate proprio da quella esperienza di respiro internazionale centrata sul valore dell’inclusione e sull’urgenza di una società che rispecchi la realtà plurale, dove le differenze possano essere riconosciute per quello che sono, cioè uno dei più importanti beni all’interno di una comunità. I contatti con gli altri paesi possono soltanto arricchire. Così come tutte le diversità, incluse le disabilità.  

A proposito di capacità di ribaltare una situazione di “svantaggio” trasformandola in fonte di nuova energia, c’è una bella storia raccontata da Kriston Capps, sulle pagine web del New York Times. Il protagonista dei fatti riportati si chiama John Powers, ha perso alcune dita della mano sinistra mentre utilizzava una sega da tavolo. Aveva confidenza con quello strumento, lo usava da trent’anni, ma il giorno dell’incidente qualcosa è andato per il verso sbagliato. Powers, come Capps riporta, è un artista, uno scultore. Dopo le prime settimane di sconforto, accompagnate dai problemi non soltanto fisici legati all’incidente, ha avuto un’intuizione. Oggi, a ispirargli il suo lavoro è proprio l’evento traumatico che gli ha “rubato” le dita della mano. 

Per le persone con disabilità le possibilità offerte dalla tecnologia sono molto ampie. Per Powers la perdita di una parte del corpo è un fatto che ha a che fare con l’arte. Nell’arte lo scultore ha trovato la sua soluzione. Le opere di Powers sono suggestive, forme composte con migliaia di blocchi di materiali diversi assemblati a costituire qualcosa di nuovo. E qualcosa di nuovo è quel che l’incidente ha portato non solo a lui, ma anche alle altre persone con disabilità e agli artisti con i quali collabora. Nomi importanti (Bill Albertini è uno di questi) coinvolti nei progetti di realizzazione di protesi intese come forme d’arte. 

Powers ha chiesto agli amici di realizzare oggetti che si potessero vedere indossati a una festa. Posso immaginare di aprire un cassetto – dice - e scegliere quale pollice indossare. Non si tratta di protesi funzionali, ma veicoli sui quali far viaggiare l’ispirazione, sostegni alla creatività, in altre parole.

Come l’articolo sottolinea, oggi lo scultore di Beacon (nello stato di New York) pensa con le mani, è concentrato sulla sua guarigione, ma la attraversa con la sua voglia di fare arte e con la sua particolare sensibilità. Ed è con particolare sensibilità che ad LWBProject piace selezionare e segnalare racconti come questo. Perché scoraggiarsi non è un’opzione. Per leggere l’articolo completo del NYTimes su John Powers cliccare sul seguente link https://www.nytimes.com/2022/01/11/arts/design/john-powers-sculptor-accident.html.