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Si chiama Corrado Paternò Castello ed è l’unico italiano a essere stato incluso nella prestigiosa 50 Next. È la lista dei 50 giovani under 35 più influenti, a livello mondiale, nell’ambito della gastronomia. 

L’organizzazione responsabile della lista (50 Best) è la stessa che promuove i premi internazionali assegnati ai 50 migliori bar e ad altrettanti ristoranti, nel mondo. 

I giovani selezionati sono talenti che hanno avuto delle belle intuizioni e le hanno ‘realizzate’, migliorando con il loro impegno il settore agrifood. Paternò Castello è co-fondatore e amministratore di Boniviri, una società benefit siciliana che produce alimenti di qualità. Le società benefit sono imprese a tutti gli effetti, ma a differenza delle ‘tradizionali’, oltre allo scopo di lucro, perseguono un altro obiettivo, avendo nello statuto una o più finalità di beneficio comune. 

Qualche anno fa Taranto ha avviato il progetto BESCity, per promuovere un’imprenditoria che facesse “estrazione di valore”, ispirandosi a modelli di società eque e sostenibili. In un articolo pubblicato sul periodico Lo Jonio, facevamo riferimento proprio alle SB, cioè alle società benefit. Era il 2019, poi è arrivata la pandemia. 

Restando sul tema 50 Next, il giovane italiano selezionato ha creato, con i suoi collaboratori, un’impresa sulla base di una Impact Map e con obiettivi specifici: ridurre le distanze tra i coltivatori e i consumatori, valorizzare le piccole aziende agricole, e sensibilizzare i produttori e l’opinione pubblica sulla necessità di produrre e acquistare cibo ecosostenibile. La Mappa d’Impatto è stata realizzata sulla base degli Sdgs (Sustainable Development Goals), gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030. 

Nel 2021, Boniviri ha lanciato il primo olio extravergine di oliva biologico italiano carbon neutral. Le emissioni di CO2 generate durante la produzione dell’olio vengono monitorate e ridotte tramite scelte sostenibili, quindi azzerate con meccanismi di compensazione.  

La notizia, riportata da tutti i quotidiani di casa nostra, lascia spazio a qualche domanda. Come mai nei 50 migliori innovatori nell’ambito del food, c’è una sola azienda italiana? Eppure, le startup fioriscono di continuo, nel nostro Paese, che certamente non difetta per ingegno e creatività. 

L’esperienza di una società come LWBProject, che alleva talenti e li accompagna in tutte le fasi dello sviluppo di un’idea imprenditoriale, insegna che partire può non essere difficile quanto continuare.

C’è ancora troppo poco sostegno, nonostante le iniziative istituzionali più recenti, ‘attorno’ alle società innovative. È carente anche l’informazione sulla nuova frontiera imprenditoriale, sulle società benefit, per esempio. Anche se un po' datato, proponiamo (in formato pdf) l’articolo da noi curato nel 2019. Buona lettura!   

 


Fonte:   Valeria Cigliola