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Per incentivare il recupero ad uso produttivo dei terreni agricoli incolti o abbandonati nasce in Puglia la Banca della Terra.
L'istituzione è prevista nelle norme approvate all'unanimità dal Consiglio regionale pugliese per favorire l'accesso dei giovani all'agricoltura e contrastare l'abbandono dei suoli.
La Banca della Terra consiste in un elenco informatico accessibile al pubblico aggiornato di tutti i terreni e fabbricati rurali insistenti, completo di dati catastali identificativi.
Entro 9 mesi dall'entrata in vigore della legge gli Assessorati regionali al Demanio e Patrimonio ed alle Risorse agroalimentari individueranno i terreni agricoli di proprietà della Regione e degli enti da essa controllati per l'affidamento in concessione o locazione a chiunque abbia voglia di intraprendere una attività agricola.
Entro 180 giorni dall'entrata in vigore del regolamento i Comuni dovranno individuare, nell'ambito del proprio patrimonio, i terreni agricolida destinare all'assegnazione. Dovranno inoltre effettuare il censimento dei terreni incolti o abbandonati e dei fabbricati rurali insistenti di proprietà privata presenti nel proprio territorio, allo scopo di acquisire la disponibilità dei proprietari a iscrivere i fondi agricoli nella Banca della Terra di Puglia. La giunta regionale in caso di inadempienza delle amministrazioni comunali è tenuta a nominare il segretario generale del Comune quale commissario ad acta.