Il mondo (o almeno i tanti luoghi dove la ricorrenza è sentita) si appresta a celebrare una Pasqua insolita, nel bel mezzo di una pandemia. Nel mezzo di un cammino (parafrasando il poeta) che facciamo davvero tutti assieme; per la prima volta nella storia, ci ritroviamo in un luogo che stentiamo a riconoscere. Eppure, è la nostra quotidianità, seppure stravolta, malata. Quasi irriconoscibile.
Molte persone hanno perso padri, madri, fratelli, sorelle, figli, cugini. Nel rispetto di queste persone dobbiamo andare avanti, tenere duro, come già stiamo facendo e pensare al futuro. Perché un futuro ci sarà. C’è sempre. Basta osservare la natura della quale siamo parte, il suo risveglio, proprio nei giorni che ci vedono confinati, a giusta ragione, nelle nostre case.
La Pasqua è rinascita, sia per chi ha fede, sia per gli atei. La fede esiste sempre e comunque, oltre le religioni, perché fa parte del nostro essere. Del nostro istinto di sopravvivenza. Senza la fiducia nel domani, non saremmo andati da nessuna parte. Difficile averne di questi tempi, di fiducia. Ma i dati che la Protezione Civile comunica ogni giorno alle 18, minuto più minuto meno, ci consentono finalmente di cominciare a sperare, a vedere un dopo Coronavirus. E quel dopo è carico di promesse.
Del resto, promettere, dal latino “promittere”, significa esattamente “mandare avanti”. Propositi, idee, progetti per il domani, che è già nell’oggi. Dobbiamo cominciare a pensare a nuove forme di relazione, di lavoro, di produzione, di interazione con l’ambiente. Lo sapevamo già prima, ora ce lo grida forte quest’emergenza sanitaria, ogni istante equivale ad un ammonimento.
Questo momento suggerisce cambiamenti necessari, dei quali ciascuno deve farsi carico: rappresentanti delle istituzioni, dirigenti d’azienda, operai, commercianti, artigiani, lavoratori tutti. Anche il mondo della formazione deve cambiare. Deve diventare più forte, come la sanità, e gli operatori dell’informazione ancora più responsabili, devono riprendersi l’autorevolezza persa sul campo, contro la corruzione, le commistioni poco chiare con altre professioni, le incertezze e a volte, l’incompetenza.
Non ci dovrà essere più spazio per l’incompetenza. Solo per il merito. Sarebbe bello se fosse possibile. Se ci si unisse, comprendendo l’importanza storica del momento, l’opportunità che, pur nel dolore, offre, si potrebbe riuscire, premiando il merito. Rinascita deve significare valorizzare i talenti, non mortificarli, deve essere uguale per tutti. Si deve garantire a tutti il diritto alla rinascita, tutelare i più fragili, come gli immigrati che lavorano nei nostri campi per pochi euro, come le persone con delle disabilità, quelle con scarse risorse economiche, ma grandissime potenzialità. La fragilità è una grandissima forza, prima lo si capisce, prima si cresce come singoli e come comunità. Ognuno può essere grande dentro un sistema che funziona.
Nell’emergenza l’Italia sta mostrando il suo volto migliore. Siamo tutti inventori, capaci di costruire giornate intere con quello che abbiamo in casa. Il sindaco di Milano Beppe Sala ha dichiarato che lo smart working che milioni di persone stanno sperimentando apre un discorso tutto nuovo sul futuro del lavoro, della mobilità nelle nostre città. E così la scuola, le lezioni portate avanti a distanza, saranno uno spunto per migliorare il rapporto docenti - istruzione - studenti. Stanno nascendo nuove startup, pur tra mille difficoltà, altre galleggiano appena, colpite dalla crisi. Le startup, già per loro natura realtà pionieristiche, dovranno esserlo ancora di più. Alcune lo sono già, ci consentiranno di muoverci con più tranquillità quando sarà il momento di uscire in strada (non solo per fare la spesa), sempre con le dovute cautele; riprendere le attività che abbiamo sospeso, ma con una diversa programmazione. Con nuove prospettive. Ora stiamo soffrendo, sono in tanti a non avere il denaro per fare la spesa, ma per fortuna i volontari, le persone di cuore non mancano in questo paese che paga il prezzo dei suoi stessi errori e di una politica europea che ancora stenta ad avere una lingua intelligibile a tutti.
Rinascere si può, tante volte. Lo ha dimostrato la storia. Trascorreremo la Pasqua in casa, come è giusto che sia, celebrando però la rinascita futura. È l’augurio che lo staff di LWB Project vuole fare a tutti voi, a tutti noi. Che si possa ripartire presto, nella cooperazione e nell’intelligenza delle azioni.
Dimostriamoci all’altezza della nostra storia. Buona Pasqua a tutti.

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