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I giovani hanno bisogno di grandi stimoli, soprattutto quando la loro esistenza è condizionata da un contesto sociale ed economico non esattamente favorevole. Nel novembre 2019 l’Associazione Stella Marina, in co-progettazione con LWBProject e De Toqueville, ha fatto una scommessa e l’ha vinta. Con il supporto fondamentale della Camera di Commercio di Taranto, delle istituzioni locali (la scuola in primo piano) e della Regione Puglia, è nato il BeAlternatives-TEDxTaranto. 

Un grande evento che ha proiettato la città in un’ottica internazionale, per tre giorni consecutivi (27-28 e 29 novembre 2019); le giovani generazioni, l’imprenditoria e l’associazionismo jonico hanno avuto la possibilità di confrontarsi con professionisti giunti a Taranto da ogni parte del mondo. 
Ad un anno dall’importante iniziativa, gli organizzatori tracciano un bilancio, analizzando quel che il BeAlternatives ha significato per la comunità locale. 

Una grande occasione colta, per guardare oltre il panorama attuale, segnato (oggi ancor più depresso, a causa della pandemia) da lacerazioni sociali profonde, dalla crisi occupazionale, caratterizzato dalla fine di un’epoca, quella dell’acciaio e dalla necessità di rimodellare l’intero sistema economico su altri parametri. In stretta connessione con i cambiamenti epocali che attraversano l’Europa e il mondo intero. 
Connessione è una delle parole chiave che il BeAlternatives ha voluto illuminare, nel contesto di un dialogo rappresentato dagli incontri B2B, dalle tavole rotonde organizzate in Camera di Commercio, i workshop e le living library presso gli istituti di istruzione superiore di tutta la provincia. Infine, a conclusione dell’evento, il TEDxTaranto, con quasi venti speaker che sono saliti sul palco del Teatro Fusco: la perfetta chiusura di un confronto fecondo. 

Tre intense giornate di full immersion nella conoscenza, tramite una comunicazione modulata su più livelli (non meno importante quello web). Tra gli ospiti del BeAlternatives anche molti tarantini il cui brillante percorso personale e professionale consente loro di gestire, nel presente, progetti di respiro internazionale. Tutti hanno accettato l’invito a raccontarsi, proponendo modelli di sviluppo alternativi ai tradizionali, felicemente digitali e spesso interconnessi con gli analogici. 

Tra i nomi che hanno impreziosito il programma: Massimo Chiriatti (CTO Blockchain & Digital Currencies per IBM Italia), Valentino Megale (Ceo Softcare Studios) che con LWB ha progettato “Tommy e i suoi amici” (https://www.lwbproject.com/magazine/2019-07/tommi-e-i-suoi-amici?locale=it), Simone Bianco, ricercatore IBM, Antonis Chatzis (Ceo “Be a Greek Travel Experiences in Grecia”), Giada Zhang (Ceo Mulan Group), Clotaire Ntienou (Presidente Web DEV Foundation) e tanti altri. 

Numerosi anche i partner dell’iniziativa, tra i quali Italcave, Fatamorgana, Monun Hotel Restaurant Spa di Grottaglie, Banca di Taranto e Conad. 
Le scuole (i Licei Aristosseno e Battaglini, il Liceo Ferraris, l’IISS Mediterraneo di Pulsano, l’IIS Pacinotti, l’IISS Liside, l’IIS Don Milani-Pertini di Grottaglie) hanno aderito al progetto quando quest’ultimo era ancora in fase di sviluppo. Tutti hanno creduto nella possibilità di costruire qualcosa insieme. Accanto alle personalità intervenute, i grandi protagonisti dell’evento sono state le nuove tecnologie, nel loro incontro con le discipline più diverse, la comunicazione e la creatività.

Da allora tante finestre si sono aperte, per LWBProject e per tutte le persone coinvolte nel BeAlternatives e altrettante porte si sono spalancate (c’è anche chi ha trovato lavoro, attraverso il Recruitment Day tenutosi presso l’Istituto Salesiano Don Bosco) all’iniziativa pubblica e privata. 
Sono nate delle interlocuzioni importanti e delle collaborazioni che attendono solo di svilupparsi ulteriormente quando la morsa della pandemia si sarà allentata. Quando tutti insieme saremo usciti dalla crisi epocale che ha investito il mondo, si schiuderanno opportunità infinite per coloro che saranno pronti a coglierle.

Noi ci stiamo già lavorando su.

E tu? Che aspetti a contattarci?

Se hai un’idea coltivala, non lasciarla appassire.