Visto 983 volte

Diversità significa ricchezza. Difficile ma non impossibile far comprendere questo concetto a chi usa le differenze come canale di sfogo per le proprie frustrazioni. Per dare forma alla paura, la grande dominatrice dell’uomo; la vita del filosofo Schopenhauer ne è testimonianza, forse più dell’architettura teorica da lui costruita. 

Superare la paura significa compiere un atto di grande coraggio, vuol dire conquistare, a piccoli passi, piena coscienza di sé. Giada Zhang, amministratrice delegata dell’azienda familiare Mulan Group è stata capace di abbattere qualsiasi tipo di barriera, linguistica, etnica, di genere, per affermare la propria unicità, il proprio valore. Nonostante l’ostilità respirata sin da bambina, in un ambiente permeato dalla diffidenza, spesso impaurito di fronte all’altro da sé. 

Il suo intervento al BeAlternatives-TEDxTaranto 2019 è un manifesto per tutte le persone costrette a lottare duramente contro ogni forma di pregiudizio, per emergere. 

Zhang ha condensato in pochi minuti, nell’occasione offerta dal TEDx del novembre 2019, la sua storia di bambina nata in Cina, cresciuta nella provincia di Cremona negli anni Novanta, e di donna matura che consegna al mondo un’esperienza di grande riconciliazione con la propria infanzia. Anni durante i quali aveva scoperto che l’energia interiore è ben più forte di qualsiasi preconcetto. 

Io ho utilizzato la mia diversità per cambiare il panorama del food in Italia e nel mondo. Quando sono arrivata in Lombardia con la mia famiglia, il mio mondo era semplice, almeno finché non mi sono imbattuta nella scuola. In quel primo incontro con l’istruzione si è aperto ai miei occhi un universo nuovo. A quei tempi, la parola autostima non esisteva. Era, invece, piuttosto chiaro che nascere in una famiglia privilegiata dava diritto a dei premi, a vantaggi che si accumulavano su altri vantaggi. A scuola ho compreso che per avere la stima degli altri avrei dovuto lavorare il doppio dei miei compagni. E sarebbe stato così anche in seguito”. 

Alle elementari, per la piccola Giada, leggere un testo in italiano significava suscitare, suo malgrado, l’ilarità di tutta la classe. “Tornata a casa, dopo le lezioni, maledicevo la mia stupidità e mi chiedevo per quale ragione non fossi nata italiana. Ai miei non importava che io imparassi perfettamente la nuova lingua. A me sì, invece; non volevo essere considerata una che fallisce. Ho sperimentato una sorta di riscatto quando sono riuscita, dopo aver studiato e ripetuto a casa la lezione, tante volte, a pronunciare correttamente il nome di ogni mese dell’anno in italiano. Quel giorno sono tornata dai miei con un trofeo morale in mano, ma il percorso per me si presentava lungo. Di pregiudizi ne avrei incrociati tanti. Per esempio, alle scuole medie, quando un’insegnate disse ai miei che non avevo la stoffa per sedere in quell’aula”. 

Laureata con il massimo dei voti in International Economics and Management, presso l’Università Bocconi di Milano, Zhang ha meno di trent’anni, parla cinque lingue e ha girato il mondo per lavoro. Oggi è CEO (Chief Executive Officer) di Mulan Group, un’azienda gemmata nel 2002 da un piccolo ristorante aperto 10 anni prima. Mulan produce cibo cinese a base di ingredienti made in Italy di prima qualità (bambù e soia a parte, perché arrivano direttamente dall’Asia), per le maggiori catene di supermercati di tutta Italia. Nella sua infanzia non avrebbe mai immaginato di raggiungere un risultato del genere. Il suo impegno rigoroso negli studi era un modo per essere come gli altri. 

Poi, un giorno, come lei stessa racconta, si è ritrovata, a 22 anni, al quarantaseiesimo piano di un grattacielo londinese, in una grande azienda. I suoi colleghi erano per lo più uomini occidentali, con abito firmato e valigetta. E lei era diventata come loro, abito griffato e una vita frenetica.

Era davvero quello che voleva? “Gli studenti, le persone che appartengono ad una minoranza devono vincere più sfide di altri. La mia paura più grande era quella di non essere all’altezza degli altri”. A 25 anni Zhang ha raggiunto non solo quel quarantaseiesimo piano di un grattacielo che è parte importante del tessuto economico londinese (da piccola ammirava quell’edificio e chi vi entrava), ma l’ha anche superato. Per svettare come persona, prima che come professionista.

“Gli sforzi mi avevano premiata, ma facevo un lavoro che migliaia di altre persone già facevano. Per essere il cambiamento che volevo vedere nel mondo, come Gandhi suggeriva, dovevo fare altro. Di meglio. Così abbiamo dato vita a Mulan Group, con la mia famiglia”.

Con la sua esperienza Zhang spera di ispirare altre persone verso il cambiamento. “L’importante è riuscire a fare la differenza, con voce autentica - dice. Dentro Mulan Group ci sono tante anime che si sono finalmente riconosciute: la mia, quella del luogo dove sono nata, il posto dove sono cresciuta e l’orizzonte verso il quale voglio andare”.