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“Vaccinate al più presto i care giver che assistono le persone con disabilità più o meno gravi”. L’appello giunge alle istituzioni da più parti. Se ne fa portavoce Filomena Gallo, segretario nazionale dell’Associazione Luca Coscioni e lo chiede con fermezza anche la Federazione Italiana Rete Sostegno e Tutela (FIRST). Quest’ultima sollecita provvedimenti urgenti al fine di rivalutare i target di destinazione dei vaccini, modificando il grado di priorità. 

Il Sars-CoV-2 ha investito la quotidianità di ciascuno di noi, in maniera diversa. Certamente le conseguenze della pandemia pesano maggiormente sulle persone più fragili, come gli anziani, i bambini, le persone con patologie croniche e con disabilità.

Ne consegue che non soltanto queste fasce della popolazione avrebbero diritto d’accesso prioritario al vaccino anti Covid-19, ma anche coloro i quali di loro prendono cura, costantemente. 

L’unico modo per tutelare i soggetti più fragili, che già devono affrontare una serie di ostacoli nel quotidiano, in molti casi divenuti insormontabili a causa della pandemia, è offrire loro la protezione vaccinale. Anche perché una fascia piuttosto ampia di questi cittadini convive con patologie che espongono maggiormente al rischio di sviluppare le complicanze dell’infezione da Covid. 

Anche chi si occupa di loro necessita di tutele specifiche. I care giver sono coloro che illuminano le vite delle persone con disabilità e/o malattie croniche, le accompagnano lungo il loro percorso di vita. Pensiamo a cosa accadrebbe (casi del genere si sono già verificati) se chi presta assistenza a qualcuno fosse contagiato dal virus. Nella “migliore” delle ipotesi, significherebbe per la persona assistita, perdere il proprio punto di riferimento; comporterebbe anche l’esposizione al virus. 

L’urgenza riguarda ancora di più chi si prende cura dei minorenni, per i quali al momento non è prevista la somministrazione del vaccino. 

La FIRST sostiene a riguardo che la disabilità, soprattutto quella infantile, non è stata tenuta nel giusto conto, nel valutare le categorie da sottoporre al vaccino con priorità. “Benchè il contagio da Covid abbia esiti più lievi nel caso della popolazione infantile, per i bambini con disabilità grave non è così: per questo devono essere inseriti nelle fasce di popolazione fragile e tutelati, attraverso la somministrazione del vaccino ai loro care giver – sottolineano i referenti della FIRST”.

Intanto in Puglia sono partite le vaccinazioni anti Covid per gli ultraottantenni e per il personale scolastico. Le operazioni sono coordinate dalle Asl provinciali, in accordo con i Comuni. 

I vaccini riguardano il personale docente, non docente e gli operatori di cooperative e affini impegnati negli asili nido comunali, nelle scuole dell’infanzia paritarie e nei servizi per la prima infanzia.