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Fa molto discutere la proposta del Ministro dell’Istruzione, Mario Bianchi, di impiegare i mesi estivi per “integrare” le attività formative dell’anno scolastico che sta per concludersi. Si tratta del cosiddetto Piano Estate: 510 milioni di euro che il ministero intende investire in favore di studentesse e studenti. 

Nello specifico, la misura dovrebbe consentire ai giovani di recuperare la socialità sacrificata nel corso dell’ultimo anno, a causa della pandemia, e potenziare le competenze in materie chiave come la matematica e l’italiano, aprendo, al contempo, spazi ad altre attività. Rendendo quindi i processi formativi più contemporanei, al passo con le esigenze del tempo che viviamo. Il Piano Estate prevede infatti di richiamare l’attenzione degli studenti su temi che attengono all’ambito musicale, alla sfera digitale, allo sport, all’ambiente, alla sostenibilità e alla legalità

La proposta rappresenterebbe un’opportunità per replicare le buone pratiche emerse nel corso di questo difficile anno, per rendere magari strutturali le modalità innovative che le attività formative sono riuscite a costruirsi, nonostante i limiti imposti dalla circolazione del virus.

Le risorse saranno destinate prevalentemente alle regioni del Sud. “Un sito con la raccolta delle informazioni, un help desk dedicato alle scuole, una campagna informativa e partecipativa, anche sui social, con l’hashtag #lascuoladestate, saranno i principali strumenti a disposizione degli enti locali”, si legge sul sito del Ministero.

Il programma è articolato in tre fasi. Il primo step è il potenziamento degli apprendimenti, da avviare a giugno; il secondo è rappresentato dal recupero della socialità, tra luglio e agosto, il terzo dall’accoglienza, ovvero una sorta di anticamera del prossimo anno scolastico. Le attività, che saranno pianificate dalle scuole, non avranno carattere di obbligatorietà. Ciascuno studente, quindi, potrà decidere in totale autonomia se partecipare o meno. Naturalmente tutto si svolgerà nel rispetto delle normative anti-Covid. 

Ogni istituto scolastico dovrebbe ricevere circa 18mila euro. Le scuole che hanno sede nelle aree più penalizzate del Paese, dal punto di vista sociale ed economico, potranno comunque contare su altri fondi, attribuibili attraverso un bando PON da 320 milioni di euro (risorse europee). 

I dirigenti scolastici possono inoltrare la domanda d’accesso al fondo entro il 21 maggio. I tempi dunque stringono. Altri 40 milioni sono destinati all’ampliamento dell’offerta formativa e al contrasto della povertà educativa. Tutti i dettagli sul Piano Estate sono a disposizione sul sito www.istruzione.it/pianoestate