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Oggi tutti (o quasi) disponiamo di uno o più smartphone, li portiamo con noi ovunque e ci sembra di avere il mondo in tasca. In un certo senso è così. Un’iniziativa dell’Università di Pisa spiega come si è arrivati agli strumenti attuali, partendo dai calcolatori degli albori della tecnologia. In particolare, il progetto crossmediale Pionieri dell'informatica - Uomini e donne all'alba della rivoluzione digitale mira a ricostruire la storia dell’informatica in Italia, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, decadi di grande fermento culturale e scientifico. 

L’evento è stato sviluppato per celebrare il sessantesimo anniversario dalla inaugurazione della CEP, il primo computer scientifico italiano, e per rendere omaggio alla figura di Mario Tchou, uno dei protagonisti dell’impresa.

Pisa, Roma, Milano e Ivrea (con l’imprenditoria illuminata di Adriano Olivetti) sono le città dove le idee tecnologiche hanno trovato le prime brillanti realizzazioni. L’obiettivo del progetto dell’Università di Pisa è la divulgazione degli eventi che hanno caratterizzato quegli anni. A tale scopo sono stati realizzati sei podcast destinati alle principali piattaforme on line; contenuti utili a far conoscere le figure più importanti. Personaggi che hanno contribuito a far grande il Paese, i pionieri italiani dell’informatica.

Sul sito dell’Ateneo pisano (https://www.sma.unipi.it/2022/01/pionieri-dellinformatica-italiana/) sono reperibili tutti i dettagli dell’iniziativa, che in realtà è soltanto alla sua fase d’avvio. I podcast sono cioè un primo step, un modo per lanciare un genere di divulgazione che forse manca. Le fasi successive del progetto serviranno ad arricchire l’idea iniziale e a coinvolgere soprattutto i giovani

Le prime storie raccontate, attraverso i sei podcast d’esordio, sono quelle di Giuseppe Cecchini, Elio Fabri, Franco Filippazzi, Elisa Montessori, Luigi Pistelli e Roberto Vacca. Le loro testimonianze sono intervallate da una voce narrante e offerte agli ascoltatori, perché possano ripercorrere gli eventi che portarono alla realizzazione della Calcolatrice Elettronica Pisana e dell’Elea 9003 e alla installazione del Ferranti Mark 1* presso l’INAC di Roma.

I nomi di questi primi computer possono risultare esotici alla maggior parte di noi, soprattutto dei più giovani, ma identificano macchine che hanno rappresentato delle pietre miliari, in campo informatico, attraendo anche l’attenzione degli investitori esteri. L’Elea 9003, per esempio, era un fiore all’occhiello della famiglia dei calcolatori Olivetti. Poteva gestire tre programmi contemporaneamente (una prestazione ricercatissima all’epoca) e si presentava anche in un bel design (che valse il Premio Compasso d’Oro a Ettore Sottsass). Oggi quei computer (o loro parti) sono esposti in Musei e gallerie.