Visto 208 volte

Il mondo è pieno di opportunità e Ready to Start- Wake Up (pensato per favorire l’avvio di imprese innovative ad alto contenuto tecnologico) è l’evento che premia chi è in grado di coglierle. In attesa della sua seconda edizione, abbiamo sentito i finalisti dello scorso anno per sapere come vanno le cose, a distanza di dodici mesi dalla premiazione delle loro idee.
Partiamo con Pin Bike, start up che si rivolge a tutti gli appassionati della bicicletta. Se si vive in una delle città dove il progetto è attivo, i chilometri urbani che si percorrono in bici diventano denaro e buoni da spendere in negozi e ristoranti. E l’ambiente ringrazia. Dietro Pin Bike ci sono le idee e la passione di tre giovani pugliesi, poco più che trentenni: Davide Di Bisceglie, Vincenzo Belpiede e Nico Capogna, che abbiamo intervistato.
 

Racconta il progetto in due parole. Quali le sue finalità?

Con Pin Bike proponiamo un sistema certificato di monitoraggio finalizzato al rilascio di benefit e incentivi a chi utilizza la propria bicicletta in città, ma promuoviamo anche il carpooling, cioè la condivisione dell’automobile. Ci rivolgiamo soprattutto alle Pubbliche Amministrazioni (PA), che possono, attraverso un dispositivo che viene installato sulla bici e collegato ad un’apposita piattaforma (per lo sviluppo della parte tecnologica ci siamo rivolti ad un’azienda specializzata: Grifo Multimedia), registrare qualsiasi movimento della bicicletta e premiare, con buoni spesa e denaro, chi si muove di più. Naturalmente, lo ribadisco, su due ruote, e nel perimetro urbano. La privacy è tutelata, i Comuni non possono sapere dove vanno i cittadini, ma solo quanta strada percorrono. 

Cosa ci guadagnano i Comuni?

Hanno la possibilità di favorire la diffusione della cultura della sostenibilità premiando, attraverso l’attività certificata di monitoraggio (i ciclisti non possono barare in alcun modo) chi dimostra di scegliere un mezzo green, come la bici, per gli spostamenti in città. Gli amministratori possono anche decidere di utilizzare, per determinate fasce orarie (le ore di punta, per esempio) o specifiche giornate, dei moltiplicatori dei benefici concessi al ciclista. In questo modo chi usa la bici in quegli orari, riceve più punti che corrispondono a più rimborsi in denaro (attraverso bonifici sul conto) o buoni spesa ottenuti più velocemente. 

Le finalità di Pin Bike sono tre: l’educazione alla cultura della mobilità urbana sostenibile; la promozione del commercio locale, attraverso i buoni spendibili nei negozi della città e la possibilità che si offre alle amministrazioni di effettuare un monitoraggio intelligente. I Comuni possono, tra l’altro, visualizzare in piattaforma, una mappa della città e vedere quali strade sono interessate da maggiori flussi di bici e magari potenziare i servizi o la sicurezza in quelle zone. 

E’ passato un anno dalla partecipazione all’evento Ready to Start Wake Up. Quali sono i traguardi raggiunti negli ultimi 12 mesi?

A Bari Pin Bike è attivo da un mese. La nostra idea è stata inserita nel piano chiamato MUVT (Mobilità Urbana Vivibile e Tecnologica). Utilizzando un finanziamento del Ministero dell’Ambiente, il Comune ha rimborsato il 50% della spesa a chi ha acquistato una bici. Ne sono state comprate più di 3000 e, attualmente le persone che si spostano in città in bicicletta sono 280. Un bel risultato; a giugno dovremmo arrivare a 1000. Gli utenti del servizio hanno già pedalato per 21 mila chilometri, circa 1000 al giorno, per un guadagno totale (per loro) di 1400 euro. Al costo di soli 6 centesimi al chilometro, il Comune di Bari è in grado di offrire un servizio molto meno oneroso del bike sharing e soprattutto vantaggioso per l’ambiente. Ci aspettiamo che dal prossimo anno questo servizio, del quale gli amministratori locali sono molto soddisfatti, compaia nel bilancio del Comune. Ready to start è stata una vetrina importantissima, anche per la presenza del Rotary e di tutti gli intervenuti. 

In quali altre città pensate di portare le “vostre bici”?

Il servizio, che in altri paesi europei, è attivo già da molti anni, dovrebbe coinvolgere a breve anche Bisceglie, Andria, Brindisi, Taranto, Pozzuoli, Pomezia, Messina, Pescara e alcune località ad ovest di Torino. A Roma, entro quest’anno, dovrebbe essere offerto a tutti i dipendenti del Ministero dell’Ambiente.

Chi pedala riceve un triplo beneficio: fa attività sportiva, anche mentre si reca al lavoro, contiene l’inquinamento e raccoglie un contributo in denaro. A Bari si possono ricevere 20 cent per ogni chilometro, nelle tratte casa-lavoro e 4 cent in quelle generiche, per un massimo di 1 euro al giorno. 

Il movimenti dei giovanissimi studenti ispirati da Greta Thunberg e le ultime elezioni europee che hanno visto un’avanzata dei verdi, soprattutto in Germania, fanno ben sperare. Quanto tempo impiegherà il futuro ad essere green?

I risultati che Pin Bike ha raggiunto ci spingono ad andare avanti. Ovviamente il guadagno non è il principale obiettivo per un progetto come il nostro, quello che facciamo ha un risvolto etico, nasce dalla passione per la bici e per l’ambiente. A livello politico, non so davvero quando si prenderà coscienza di quanto sia serio il problema legato al cambiamento climatico.

L’ostacolo più grande che avete incontrato?

Il nostro è un modello applicabile a tutte le realtà urbane, la difficoltà maggiore sta però nel rendere il progetto adatto alle diverse specificità. Non possiamo semplicemente replicare quanto già realizzato, è necessario lavorare come artigiani, città per città.