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I giovani e le donne sono i più penalizzati, in termini economici, da questa crisi. A rivelarlo sono gli ultimi dati Eurostat. In genere a pagare il conto più salato sono le persone con contratti di lavoro a tempo determinato, dunque in larga maggioranza donne e giovani.

Nel secondo trimestre del 2020 erano 19,2 milioni gli europei assunti con contratti a tempo; 21,5 milioni nel primo trimestre. La crisi occupazione non riguarda solo il precariato, naturalmente, ma sono i lavoratori con prospettive limitate a subirne maggiormente gli effetti. Con la sola eccezione della Lituania e della Danimarca, il quadro è piuttosto omogeneo in tutti i Paesi dell’Unione Europea, come riporta un articolo pubblicato su T-MAG, testata che si occupa di economia, politica e società.

In Italia, dove il terzo settore è stato duramente colpito dalle restrizioni dovute alla pandemia, le donne impiegate in ambito sociale hanno dovuto affrontare difficoltà maggiori rispetto ai colleghi e alle colleghe occupate in altri settori.

Lo scorso 4 novembre si è tenuto l’Equal Pay Day, la giornata europea di sensibilizzazione sul gender pay gap, ovvero sulla disuguaglianza di genere nelle retribuzioni. Quest’anno, proprio in concomitanza con la manifestazione, alla Camera è stato approvato un testo base sulla parità salariale proposto da un partito di Governo. Un testo unificato per le pari opportunità, sul luogo di lavoro. Sempre secondo i dati Eurostat 2019, la differenza tra i due sessi è evidente in busta paga. Il divario equivale al 23,7%, mentre la media europea è del 29,6%. Tenendo come riferimento il 2019, in Italia su 100 posti di lavoro persi, quelli occupati dalle donne rappresentano il 55.9% (fonte Istat).

L’Istituto Nazionale di Statistica ha pubblicato un rapporto dettagliato sulla vita delle donne e degli uomini in Europa. Nel capitolo II, intitolato Apprendere, guadagnare, lavorare, i dati sul percorso lavorativo non fanno che confermare il trend negativo. Il tasso di occupazione per gli uomini è più alto che per le donne (74% rispetto al 63% nell’Unione Europea, anno 2019). Il dato sul quale riflettere con attenzione è quello relativo alle differenze nei tassi di occupazione, che crescono con l’aumentare del numero dei figli. Ciò significa che a “guidare” la famiglia sono le donne, ancora una volta, più degli uomini. Lo fanno in un sistema in cui le istituzioni le aiutano poco, tra mille ostacoli, non ultimi i pregiudizi.

Intanto, la manovra finanziaria annunciata in questi giorni, prevede novità per il lavoro femminile, con sgravi al 100% per chi assume una donna e più fondi per sostenere l’imprenditoria femminile.

LWBProject, sulla base dei dati statistici e delle evidenze relative al territorio locale, sta pensando di lanciare un’iniziativa per valorizzare il talento e le competenze femminili. Il progetto è in fieri e le difficoltà legate al Covid non ne agevolano la progressione. I consulenti di LWB stanno, tuttavia, lavorando come sempre, su più fronti (compreso quello del gender gap), in un momento in cui fermarsi, con le idee e con le azioni è proprio l’errore da non commettere.